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Lettera a Valditara, Carmensita Furlano: ti spiego perchè il Grafologo a scuola

di Carmensita Furlano

Caro Ministro Le scrivo… non per distrarmi un po’… ma per spiegarle quanto scritto nella pec a Lei indirizzata, il 24 maggio 2024, e mai ricevuta risposta.

Voglio spiegarLe il perché del “Grafologo a Scuola”.

Encomiabile il Suo tentativo di rimettere in piedi la scuola, inserendo le figure più possibili ed impossibili nel sistema, ma non un accenno alla figura del Grafologo.

Ben si comprende la non conoscenza profonda della figura del Grafologo e della sua attività.

Carmensita Furlano
Carmensita Furlano

Non sapremo mai chi, nel corso della storia, ha fatto si che la Grafologia venisse dirottata in una nicchia specifica e non utilizzata interamente, infatti la specialistica è “Grafologia giudiziaria, peritale e criminalistica”, alcune università asiatiche, europee, americane hanno superato l’Italia anche in questo, che pure le ha dato i natali. La disciplina grafologica non è una tecnica, è scienza, e sino al 2005/7 esisteva la Cattedra di Grafologia nella Università di Urbino, poi chiusa a “causa di riforme ministeriali”, riportandola poi come master o corso scuola a fini speciali. La speranza della prossima dell’Albo Nazionale dei Grafologi ed il ripristino della facoltà con le sue specialistiche, permetterà alla figura professionale del Grafologo di avere il giusto riconoscimento, vista l’incidenza su interessi costituzionalmente rilevanti e sui diritti fondamentali della persona, in quanto il suo servizio professionale produce beni pubblici che presentano un valore importante per la società in generale.

Il riconoscimento dell’albo è doveroso a livello sostanziale, formale e morale, così anche il riconoscimento della figura del Grafologo Sanitario e Tecnico Rieducatore della Scrittura.

Voglio solo ricordare – come esempio – che la Disgrafia come Disturbo dell’Apprendimento della Scrittura è stata scoperta “negli anni ’50 in Francia da Hélène de Gobineau grafologa e medico, considerata, con Roger Perron, la fondatrice della grafometria, lo studio scientifico della scrittura; il suo più noto successore, Julian de Ajuriaguerra, nel 1966 elaborò un modello di evoluzione della scrittura articolato in tre fasi, e mise a punto, con la sua equipe, le scale E e D attraverso la grafometria, utilizzando gli indici grafologici. Robert Olivaux, grafologo, medico e psicologo, elabora un metodo di rieducazione sul gesto creando la prima Associazione di Rieducatori della Scrittura. In Italia, fino alla fine del secolo scorso, la Rieducazione della Scrittura era poco conosciuta, è grazie alla Cattedra di Grafologia Moretti dell’Università di Urbino che si apprende, e la famosa Alessandra Venturelli, pedagogista, elabora sulla base degli insegnamenti precedenti, un suo metodo, ha studiato grafologia presso la cattedra in Urbino”.

Eppure Caro Ministro Valditara la figura del Grafologo non è mai considerata, non si conosce la mole dello studio che egli affronta per la preparazione scientifica e tecnica, si offre molto spazio a diverse figure ripetitive, tutti, anche i non competenti parlano di scrittura, ma ciò non è permesso ufficialmente al Grafologo, chiudendo la porta ad una figura davvero importante per la crescita e la formazione della persona umana.

Il Grafologo (specializzato in età evolutiva e rieducatore del gesto grafico) nella scuola.

La Grafologia, per l’unicità ed irripetibilità della scrittura di ciascun individuo, è anche un valido mezzo di ascolto dello scrivente ed il grafologo un efficace strumento per comprendere e, perché no, a volte e se di ciò richiesto, dischiudere quelle tristi e buie finestre che spesso ottenebrano l’essere uomo. Così, senza presunzione di diagnosi rigorosamente scientifiche, la grafia diviene fonte copiosa di utili e non altrimenti desumibili informazioni sullo scrivente.

Il Grafologo non è un perito calligrafo e non è un Grafico Tecnico, il Grafologo non è neanche un professionista che segue un corso di analisi e comparazione della grafia (termine da correggere); il grafologo studia la scrittura quale “funzione cerebrale e corticale” nella neurofisiologia dei 4 movimenti di flessione e abduzione, estensione e adduzione, studia la formazione della scrittura attraverso l’unione armoniosa dei micro-gesti antecedenti e successivi che danno vita ad ogni singola lettera (grafemi e accessori grafici – incisione e iscrizione) e poi alle parole (avanzamento della scrittura – progressione e trascinamento).

Caro Ministro Valditara,

nella pratica, l’analisi del testo scritto e l’analisi del corpo umano e delle sue caratteristiche fisiche sono due aspetti paralleli da considerare; il testo è come il corpo da sezionare ed analizzare, il corpo come il testo da interpretare secondo le sue leggi retoriche.

L’applicazione della Grafologia nella Scuola di ogni ordine e grado ha grande rilievo, è strumento utile per gli studenti e anche per i docenti e le famiglie, permette di ricavare un quadro psicologico della personalità al pari di un test proiettivo, la scrittura rivela la modalità che lo scrivente ha di interagire con gli altri, la sua apertura ai rapporti umani, la sua abilità comunicativa e il livello di empatia.

Le analisi che la Grafologia porta avanti in questo senso possono contribuire a progettare percorsi scolastici, con la collaborazione degli insegnanti ed eventualmente il coinvolgimento delle famiglie, per la prevenzione del bullismo e di ogni altra forma a-sociale o deviante, per sviluppare negli studenti il rispetto di sé e degli altri favorendo in questo modo anche il benessere individuale, per promuovere al meglio il divenire dello studente soprattutto come persona.

Il Grafologo dovrebbe essere presente come figura stabile in tutte le scuole di ogni ordine e grado in doppia veste di Grafologo puro e di Educatore del gesto grafico come aiuto nelle difficoltà nei rapporti tra ragazzi, derivanti dalla diversità culturale e/o dalle diverse metodiche educative o sociali, e tutte quelle problematiche che se anche nascono fuori dall’ambiente scolastico inevitabilmente si ripercuotono in esso. L’intervento grafologico mirato e precoce potrebbe essere risolutivo o almeno chiarificatore di molti dubbi e questioni che altrimenti rimarrebbero irrisolte, con la conseguenza di ritrovarle moltiplicate con l’andare del tempo non impiegato in maniera produttiva e risolutiva. Dalla possibilità di rilevare nelle scritture difficoltà, anomalie che inevitabilmente ricadono sul rendimento scolastico e sulla scrittura stessa; all’aiuto al personale formativo, individuando quelle patologie, poi diagnosticabili dal medico competente, che danno il loro primo segnale nella scrittura; individuare all’interno di una classe lo studente che svolge il ruolo del bullo e il soggetto che ne è vittima, ovverosia il bullizzato; collaborare con l’insegnate per scegliere le tecniche di insegnamento più efficaci per gli studenti tutti e soprattutto che palesano delle difficoltà nella personalizzazione della scrittura; osservare le scritture “convenzionali”, “alla moda”, proprio perché il grafologo è in grado di andare oltre la forma. Essere un supporto informativo anche per i genitori, aiutandoli a comprendere più in profondità i loro figli affiancandoli con maggiore consapevolezza.

Il compito della disciplina grafologica è quello di “andare oltre” ossia di osservare anche ciò che all’esterno non si manifesta: anche un alunno che apparentemente si presenta efficiente, preparato, con un ottimo rendimento scolastico, con un carattere socievole, giocoso, può in realtà avere dei disagi personali, anche gravi, sapientemente “occultati” a genitori, insegnanti e compagni.

Concludendo Caro Ministro Valditara

La “Generazione Z” è emotivamente molto fragile, carente di empatia, problematica ed ansiosa, con difficoltà che possono nascere sia da un ambiente familiare inadeguato, disfunzionale o semplicemente da genitori troppo impegnati al di fuori delle mura domestiche per accorgersi dei disagi dei loro figli, e sia dall’ambiente sociale senza guida. Questo comporta come conseguenza una sensazione di abbandono, di mancanza di considerazione, di mancanza di attenzione e di affetto che lascia un vuoto incolmabile che col tempo potrebbe trasformarsi in disturbi comportamentali, della personalità se non in patologie ancora più gravi. So bene che in tanti richiedono la presenza dello psicologo a scuola, ma credo che un vero progetto scolastico deve includere tutte quelle figure specializzate estremamente funzionali su più fronti, inserite nelle equipe scolastiche, e tra queste appunto il Grafologo, come risposta efficace ed innovativa alla richiesta che sempre più spesso viene fatta alla scuola ossia quella di prendersi cura dei propri studenti sia sul piano culturale che su quello formativo.

Caro Ministro Valditara augurandole buon lavoro, La saluto cordialmente con un pensiero molto caro di Padre Girolamo Moretti

“LA SCRITTURA,

SOPRA QUALUNQUE ALTRA MANIFESTZIONE MATERIALE DELL’UOMO,

E’ MERAVIGLIOSAMENTE ADATTA

PER INDIVIDUALIZZARLO”

(Padre Girolamo Moretti, Padre della Moderna Grafologia Italiana – 1914)

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