“Vorrei raccontare la mia esperienza con l’Asp di Montalto Uffugo.
Dopo che mio fratello è stato contattato da un suo amico, il quale era risultato positivo al Covid, si è recato in un laboratorio privato per effettuare il tampone rapido il quale ha dato anche per lui esito positivo.
Il laboratorio ha segnalato immediatamente la sua positività all’Asl di Montalto Uffugo, la quale a distanza di tre giorni mi ha contattato telefonicamente.

La dottoressa, mi ha semplicemente comunicato che avrebbe dovuto fare il tampone recandosi al Drive-in il giorno 1 aprile a distanza di 12 giorni, quando le linee guida del Ministero indicano di effettuarlo dopo 10 giorni, non inviando nessuna comunicazione in tal senso e/o chiedendo di parlare con mio fratello nè preoccupandosi nei giorni successivi dello stato di salute o della comparsa di qualsivoglia sintomatologia.
La Dottoressa, difatti, non ha mai parlato con mio fratello pur essendo maggiorenne. Recatosi il 1 aprile al drive-in gli veniva comunicato, invece che la sua prenotazione era per il 30 marzo (allo scadere dei 10 giorni previsti dalle linee guida) e non il 1 aprile.
Nonostante ciò, però, veniva effettuato il tampone il quale dava nuovamente esito positivo. Da questa notizia, inizia un nuovo calvario per noi, provando ripetutamente a contattare i numeri dell’asl di Montalto Uffugo i quali risultano perennemente staccati.
Provavamo, inoltre, a chiamare il Comune dove la Signora del centralino, molto gentile e disponibile, ci comunicava che moltissime persone la contattavano per lo stesso motivo e non c’era nessun modo per contattare l’Asp.
La domanda che ora noi ci facciamo, ma credo tutti i cittadini Montaltesi, è: com’è possibile che l’ufficio competente, durante una pandemia in atto non segua in nessun modo coloro che hanno contratto il covid?
Come si pretende di bloccare una pandemia con queste modalità dove il contagiato non viene contattato da nessuno e nè ha un ente a cui poter fare riferimento?
A questo aggiungo, inoltre, che una persona che è stata a contatto con mio fratello è stata messa in quarantena e la notifica è stata effettuata a distanza di 10 giorni, ovvero lo stesso giorno in cui era prenotata per il tampone per cui, se non per propria coscienza, avrebbe potuto girare liberamente e contagiare altre persone non avendo ricevuto nessuna comunicazione, neppur telefonica, da parte dell’Asp sull’inizio della sua quarantena.”
Lettera firmata
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