Alla notizia dell’ingaggio di Gigi Lentini da parte del Cosenza Calcio i tifosi avevano stropicciato gli occhi. Sogno o son desto?
Gianluigi Lentini, uno dei più grandi talenti espressi dal calcio italiano nei gloriosi anni ’90 che accetta di scendere di categoria per andare a giocare in una delle squadre, cosiddette di provincia, seppur a fine carriera, fa comunque un certo effetto.

Come si sviluppò quella trattativa che lo portò in riva al Crati è lo stesso Lentini a ricordarlo nella video chat con i tifosi andata in onda ieri sulla pagina Facebook dell’associazione Cosenza nel Cuore. “Avevo deciso di appendere le scarpe al chiodo – ammette l’ex calciatore di Torino, Milan e Atalanta – ma i mesi di inattività mi stavano annoiando. Così quando ricevetti la chiamata di Luca Pagliuso (all’epoca dg del Cosenza Calcio) decisi di rimettermi in gioco“.
Era il gennaio del 2001 e l’undici rossoblù allenato da Bortolo Mutti veleggiava nei piani alti della classifica cadetta. Il sogno Serie A che prende corpo spinge il patron Pagliuso a cavalcare l’onda dell’entusiasmo dilagante. “Datemi un mese di tempo per rimettermi in forma e poi sarò pronto per dare il mio contributo“. Lentini mantiene la promessa ed esordisce in rossoblù il 25 febbraio nella sconfitta esterna per 4-2 con il Monza.
Memorabile la serpentina in zona Cesarini nella vittoria sul Treviso. “Abbiamo ancora negli occhi quella giocata, conclusa con un diagonale imparabile che fece esplodere il San Vito”. Questo il tenore dei tanti messaggi inviati dai supporters dei Lupi nel corso della diretta.
Le giocate d’alta scuola di “Re Luis“, come venne ribattezzato dal popolo rossoblù, non bastarono al Cosenza per centrare l’obiettivo promozione, ma Lentini tuttora non ha dubbi: “La città e l’ambiente avevano e hanno tutte le credenziali per ambire alla Serie A“. E ancora: “Quando mi chiedono della mia carriera, dopo Torino e Milan, cito sempre Cosenza, una tappa importante della mia vita“.
(Immagine di copertina Riccardo Tucci)
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