Quando un teatro chiude una città si spegne diceva Ionesco-aggiunge Loizzo – e sarebbe grave se l’officina delle arti non trovasse una soluzione ai suoi problemi.
Presidio culturale del centro storico – continua Loizzo – e luogo di sperimentazione, il teatro è diventato un punto di riferimento per ogni età ed ha avvicinato famiglie e giovani alla tradizione culturale della rappresentazione.
Spero che il Comune di Cosenza, troppo autoreferenziale – prosegue Loizzo – trovi, anche attraverso la collaborazione di Provincia e Regione, una strada che consenta al maestro Eduardo Tarsia e ai suoi collaboratori di poter continuare a vivere, nel solco di un’esperienza che ha lasciato tracce profonde nel panorama culturale cosentino.

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