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Luciano De Crescenzo, il filosofo della napoletanità

Siamo proprio sicuri di volere, in fondo, una risposta a tutte le nostre domande? Non c’è una vera e propria “risposta”, anzi sarebbe opportuno lasciare spazio al dubbio, quel dubbio amletico che è divenuto opera prima di Luciano De Crescenzo ( Il Dubbio-edito dalla casa editrice“ Mondadori”) , seguito dal pamphlet “Il Pressappoco”, che si inserisce sempre di più nel dibattito attuale,  a cui viene un dato un significato diverso dall’  immaginario collettivo:”il pressappoco è una filosofia di vita per l’autore, un punto di vista sul mondo , onde  evitare di credere alle verità assolute, difatti si tende a dare importanza al dubbio preventivo piuttosto che ad  dogma messo in campo dagli assolutisti.

Luciano De Crescenzo

Di quella filosofia, di quella arte e di quella napoletanità oggi rimane il ricordo, di un Luciano De Crescenzo “artista”, scrittore, legato alle sue origini partenopee, una laurea in ingegneria e una carriera di letterato con “L” maiuscola, reso celebre grazie al suo primo libro pubblicato nel 1977 “Così parlò Bellavista” edito da Mondadori, da cui poi venne girato il film diretto e sceneggiato sempre da De Crescenzo,tuttavia ciò che ha contribuito non poco a trasformare “Cosi parlò Bellavista” in un film evergreen  è stata la programmazione intensiva delle reti televisive campane ( non esisteva un Natale in cui non veniva tenuta la lezione del professore Bellavista quando il professore di filosofia in pensione parlava della camorra e dei camorristi).

 Tra le opere ricordiamo: “Storia della filosofia greca”, “La Napoli di Bellavista”, “ Croce e delizia”, “Panta Rei”e “Storia della filosofia moderna”, ha pubblicato circa cinquanta libri vendendo  18 milioni di copie in tutto il mondo.

Oltre al suo esordio come regista nel film tratto dal suo besteller , ha diretto anche “Il mistero di Bellavista”, “32 Dicembre”e “Croce e delizia” con Isabella Rossellini”, grande amico di Renzo Arbore che lo ha lanciato nella trasmissione “Quelli della notte”e di Roberto Benigni, ha recitato anche al fianco di Sophia Loren e Luca De Filippo nel film “Sabato, domenica e lunedi” di Lina Wertmuller.

Scrittura, spettacoli di varietà, film ,interviste sono solo una cornice della storia di Luciano De Crescendo, un eterno ragazzo proveniente dal quartiere San Ferdinando di Napoli, di umili origini, e che non ha mai fatto mistero della sua vocazione alla napoletanità:” Napoli per me non è la città di Napoli ma una componente dell’  animo umano che so di poter trovare in tutte le persone, siano esse napoletane o no, a volte penso che Napoli possa essere l’ultima speranza alla razza umana”.

Con questo encomio alla città di Napoli lascia un eredità a quanti vorranno trarre beneficio dalla sua scrittura colloquiale, sostenuta da un ingegneria delle parole,  ben articolate e scorrevoli, tipica di chi rielabora modelli preesistenti come continuazione di storie già raccontate.

 

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