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Lupu du core, sei ancora in B! Meroni al 95’risponde a Bisoli: nel caos di Brescia è festa rossoblù. (1-1)

BRESCIA (4-3-1-2): Andrenacci; Karacic, Cistana, Adorni, Mangraviti (Galazzi); Bisoli, Labojko (Van de looi), Bjorkengren; Listkowski (Bianchi); Ayè, Rodriguez. All. Gastaldello.

Panchina:Lezzerini, Pace, Van de Looi, Galazzi, Ndoj, Scavone, Adryan, Niemeijer, Bianchi, Olze.

COSENZA (4-3-2-1): Micai; Martino (Rispoli), Meroni, Rigione, D’Orazio; Brescianini, Voca (Praszelik), Venturi (Vaisanen); D’Urso (Zilli), Florenzi (Cortinovis); Nasti. All. Viali

Panchina:  Marson, Rispoli, Vaisanen, Marras, La Vardera, Kornvig, Calò, Cortinovis, Finotto, Arioli, Zilli.

ARBITRO Davide Massa della sezione di Imperia. ASSISTENTI Filippo Meli della sezione di Parma e Stefano Alassio della sezione di Imperia. IV UFFICIALE DI GARA Federico La Penna della sezione di Roma 1. VAR Silvio Mazzoleni della sezione di Bergamo. ASSISTENTE VAR Giovanni Ayroldi della sezione di Molfetta.

AMMONITI: Martino, Nasti, Labojko, Voca, Cistana, Rodriguez

MARCATORI: 73′ Bisoli, 95′ Meroni

NOTE: Serata climaticamente gradevole, spettatore oltre 16 mila con oltre 1000 supporters rossoblù. Recupero: 2′ e 5′

BRESCIA – Missione compiuta. Il Cosenza si “regala” un’altra stagione da pazzi (e infarto) in Serie B rovesciando il fattore campo e i pronostici che fino a gennaio volevano i Lupi in C. E invece in terza serie (per ora) ci finisce, dopo 38 anni, il Brescia di Cellino al termine di un incontro vibrante, sofferto, dove i rossoblù hanno lottato, all’ultimo respiro, come da ultra centenaria tradizione. Vi raccontiamno il meglio di una gara finita con la polizia in campo, nella prossima Capitale della Cultura. Vi raccontiamo l’epilogo, che significa ancora Serie B: calcio di punizione da trequarti conquistato col cuore da Massimo Zilli. Batte Brescianini e Meroni insacca il gol della vita. Non poteva non finire così una stagione fatta di alti e bassi, di primati, di ultimi posti, di gol nei derby all’ultimo secondo, e dalla zampata di Meroni, forse il prospetto migliore emerso dalla polvere di una annata per certi versi balorda.

Brava squadra, bravissimo Viali, da domani si pensi seriamente a cosa si è sbagliato e come stupire. Davvero.

E veniamo alla gara.

FORMAZIONI – Viali si cautela tenendo Marras in panchina e schierando un flessibile 3-5-2, nel quale è Venturi il terzo centrale. D’Urso appoggia Nasti, Florenzi agisce sul centro sinistra. Il moduklo rossoblù ben presto assumerà le sembianze del 4-1-4-1. Gastaldello, senza gli indisponibili Bertagnoli, Huard, Jallow, Papetti, propone una linea difensiva a 4, con i centrali Cistana e Adorni, mentre Mangraviti si sposta sulla fascia di competenza dell’assente Houard. Solito centrocampo “fisico” presieduto da Labojko in regia e dalle mezzeali Bisoli e Björkengren, con Listkowski in appoggio ad Ayè e Rodriguez.

“Ados Brescia” (tradotto: stategli addosso) titolava un giornale locale questa mattina, “Jamu lupi” sembrano rispondere i Mille del Rigamonti.

PRIMO TEMPO – Primo moto di gara dopo 5 minuti di orologio, lo porta il Brescia, ma il cross fatto spiovere da sinistra non trova nessuno. Rispondono i lupi con una bella discesa centrale di Florenzi e scarico per la conclusione di Nasti, para agevolmente Andrenacci. “La Calabria è Catanzaro” sfotte la curva lombarda, non si fa intimorire la muraglia rossoblù appostata in uno spicchio di pura passione. Il Cosenza, è la notizia, sembra affrontare questi primi minuti con invidiabile tranquillità e un discreto pressing, portato dai giovanotti (Nasti e Florenzi su tutti). Per tutto il resto c’è il retropassaggio a Micai. E però, però c’è il Brescia che al 18′ porta il primo pericolo serio: conclusione di collo dal limite di Bisoli, para Micai che non trattiene, si salva la retroguardia bruzia. Segue un colpo di testa del solito Mangraviti su calcio piazzato, sfera lenta e alta. Qualche apprensione in più per Andrenacci sulla punizione scodellata in mezzo da D’Urso al 32′ e soprattutto dalla opportunità concessa dal limite a Labojko, al 34′: palla alta. Gara ovviamente nervosa, e Massa di Imperia fa la sua parte fischiando il fischiabile (e qualcosa in più) e sventolando ben 4 cartellini in meno di 40 minuti. Piu che buona, nel complesso, la sua dificile prestazione, terrà sempre ilnpolso della situazione. Tornando allr squadre, un altro pò di tiki taka rossoblù e una conclusione senza pretese di Bisoli. Non succede più nulla fino al fischio di intervallo.

SECONDO TEMPO – C’è Praszelik e non Voca al rientro dagli spogliatoi. Sulla decisione di Viali pesa il giallo incassato dal numero 42 rossoblù nella prima frazione. Brescia decisamente più volitivo e aggressivo, come da previsione. Come nella gara di ritorno, i lupi si lasciano a tratti trascinare nella confusione generata dagli attacchi dei locali, sospinti più dai nervi che da un concetto tattico. E però trova spazio tra le linee e sbocchi esterni favorevoli la formazione di Gastaldello, ma Micai fa buona guardia. “Vogliamo vincere” urlano i Mille rossoblù.  Ma è chiaro che i rossoblù dosano le forze e fanno diga per lo 0-0. Intanto ci sono crampi per Venturi, proprio mentre Viali inserisce Vaisanen (out proprio Venturi) e Zilli (out D’Urso). Si mette a tre davanti Gastaldello, a due Viali. Fa sul serio il Brescia che al 66′ spizzica la traversa su bella conclusione da fuori di Van de Looi. Fa peggio, molto peggio il neo entrato Galazzi un minuto dopo. Si alzano i decibel del “Rigamonti”, per il Cosenza è l’attimo peggiore. Mischie furibonde e tocchi galeotti prendono vita davanti a Micai. Tutto nasce dai soliti corner della Leonessa. Al 70′ fallaccio di Cistana su Martino in piena ripartenza, per Massa è solo giallo.  Poi un isolato squillo rossoblù ma la conclusione di Praszelik è elegante ma alta. Poi? Poi le porte di quello che sembra un baratro: al minuto 73′ la doccia gelata, affondo veloce di Rodriguez a sinistra, palla che scavalca la difesa rossoblù e trova pronto Dimitri Bisoli che incrocia di collo esterno l’1-0. Viali scuote subito i suoi, togliendo Florenzi per Cortinovis. Non li vuole i supplementari il Brescia, che prosegue a tamburo battente su un Cosenza che, seppure provato, prova a tenere il punto. Lunghi palloni verso il nulla, quelli scagliati dai rossoblù, segno che la botta non è facile da assorbire e il supplementare diventa ipotesi non più così sgradita. All’88’ il sogno salvezza sembra definitivamente sbriciolarsi: ancora Brescia da corner e  serve un Micai strepitoso per fermare Bianchi e tenere a galla il popolo rossoblù. Viali toglie Martino, ancora tra i migliori in campo ma anche lui ammonito, entra Rispoli.  Si pensa al peggio, si prega, ma mai, mai, mai dare per morto il lupo, ancorché ferito. Minuto 95: all’ ultimo respiro del match, dall’unico cross dei lupi Andrea Meroni incorna il gol della vita, il gol che regala un altro anno di B a una intera provincia . E che fa un cuore così al Brescia.

I tifosi delle rondinelle la prendono malissimo. Succede il finimondo, con la curva del Brescia alle spalle di Andrenacci che lancia fumogeni e petardi e viene alle mani con la polizia, poi lancia fumogeni e petardi anche verso lo spicchio rossoblù. Intanto, a più di 1000 kilometri di distanza, in una città ferita ma ancora innamorata pazza della propria squadra, si inizia timidamente a far festa.La gara viene sospesa per minuti interminabili, e riprende solo con il triplice fischio finale, già scritto, dolcissimo.

Bravi tutti. Ma l’augurio, la preghiera, la pretesa un minuto dopo la salvezza è quella di rendere omaggio a una passione, una “religione” che va oltre i kilometri e le umiliazioni. Quella rossoblù.

 

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