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Luzzi, blitz antiterrorismo: arrestato presunto Foreign Fighter dell’Isis

Oggi, 25 gennaio, un blitz antiterrorismo condotto dalla Digos di Cosenza, ha portato all’arresto di un terrorista marocchino di Luzzi, presumibilmente associato dell’Isis

E’ partito all’alba della giornata di oggi – lunedì, 25 gennaio – il blitz antiterrorismo che ha portato all’arresto di un presunto terrorista marocchino. L’ operazione – condotta dalla Digos di Cosenza e coordinata dal Servizio centrale Antiterrorismo – è il frutto di un lungo lavoro di monitoraggio nei confronti del giovane simpatizzante Isis, ritenuto una minaccia per la sicurezza nazionale, già da alcuni mesi.

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Luzzi, blitz antiterrorismo: arrestato presunto Foreign Fighter dell’Isis

Hamil Mehdi – questo il nome del presunto terrorista – è un giovane venditore ambulante di 25 anni, residente nel comune di Luzzi, in provincia di Cosenza. Nei confronti del pregiudicato, gli uomini della Digos Di Cosenza, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, con l’accusa di auto addestramento ai fini di terrorismo internazionale. Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane sarebbe stato pronto a raggiungere gli scenari di guerra, per andare ad ingrossare le fila dell’Isis.

Sul fermo al presunto terrorista, così si è espresso il Coordinatore della Dda di Catanzaro, Giovanni Bombardieri. “L’arresto di oggi è uno dei primi casi di applicazione della legge del 2015 che contesta l’auto addestramento ai fini di terrorismo internazionale – ha affermato Bombardieri.  Il marocchino arrestato è il classico combattente straniero”.

Già nello scorso luglio, Mehdi aveva tentato di raggiungere la Turchia, senza alcun successo. Il giovane infatti, venne fermato per un controllo, respinto e rimandato in Italia per motivi di sicurezza pubblica. “Mi avevano già contestato di appartenere all’Isis – ha affermato il giovane al momento dell’arresto – ma io ho sempre negato. Ed anche ora ribadisco che non appartengo all’Isis. Sono andato in Turchia solamente per pregare”.

Ad avvalorare i sospetti degli agenti della Digos, ci pensano però i risultati delle indagini. “Un accanito interesse per immagini, filmati e altri contenuti propagandistici riferiti all’organizzazione terroristica dello Stato Islamico, linkati quotidianamente tramite diversi siti telematici d’area”, questo è quanto emerso dalle ricerche condotte dalla Digos.

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