Autorevolissimi esponenti nel campo della medicina come il professor Veronesi e della lotta alla criminalità come il Procuratore Nazionale Antimafia Roberti e il capo dell’Anticorruzione Cantone hanno dichiarato da tempo la necessità di superare le politiche proibizionistiche per quanto riguarda le droghe leggere, inutili per la protezione della nostra salute e a tutto vantaggio, invece, del finanziamento illecito di mafie, specialmente la “nostra” ‘ndrangheta e persino dell’ISIS.

Anni di battaglie politiche e civili radicali sono culminate quest’anno nella proposta di legge di legalizzazione della cannabis ad uso ricreativo e terapeutico sostenuta da quasi tutte le forze dell’arco parlamentare, escluse quelle più reazionarie ed oscurantiste come quelle operanti nel Comune di Cosenza che, in contraddizione con tutto questo hanno prodotto i manifesti ufficiali del settore educazione del Comune di Cosenza rappresentanti l’ennesima “pubblicità-progresso” contro l’uso della cannabis.
Noi, come Giovani Democratici che hanno deciso di intitolare il Circolo di Cosenza a Federico Aldrovandi, giovane ammazzato a seguito di percosse delle forze dell’ordine che lo trattenevano in carcere dopo essere stato fermato per la ‘colpa’ di detenere sostanze stupefacenti, riteniamo di dover affermare con forza che e di sinistra una battaglia a difesa il principio di autodeterminazione dei singoli e di destra il tentativo di prevaricare la libertà delle persone.
E’ opera, chiaramente, della peggiore destra fascista componente l’entourage dell’attuale sindacatura.
Dalla tolleranza verso le Sentinelle in piedi a Piazza dei Bruzi l’anno scorso al rifiuto di patrocinare il primo Gay Pride cittadino, la città scivola sempre più verso un oscurantismo provinciale segno dell’impoverimento culturale che è l’antitesi al modello di città europea cui l’amministrazione cosentina dice di ispirarsi.
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