Riconfermato Marcello Manna alla carica di sindaco di Rende. Sono state 9.217 le preferenze per Marcello Manna ( 57,13%) contro le 6.917 di Sandro Principe (42,87%), espressione di 16.618 votanti, con presenza di 370 schede nulle, 112 schede bianche e 2 schede contestate.

Con la vittoria di Marcello Manna, il nuovo quadro comunale si presenta parzialmente così: 15 seggi per il Manna bis, 3 seggi per la coalizione di Sandro Principe, tre seggi per quella di Mimmo Talarico e uno per Massimiliano De Rose.
Su via Rossini già dal primo spoglio si era palesata la conferma definitiva di Manna,riconosciuta e acclarata dalla cittadinanza, di contro alle alleanze o accordi politici degli ultimi giorni.
“La nostra, di storia, è l’affermazione del riscatto. Abbiamo cercato qualcosa di pulito nello sporco e qualcosa di giusto in mezzo all’ingiusto, l’identità in mezzo all’indistinto. Ci avete messo il cuore, tutta la convinzione, e siete stati grandissimi. Il mio grazie e il mio abbraccio a tutti voi”. Con questo attestato di stima nei confronti dei cittadini,Marcello Manna vuole riprendere in mano Rende, da qui come spesso ha sottolineato parte il suo impegno di liberarsi dal vecchio apparato, dalla vecchia politica “che ha perso ormai quel carattere di compattezza” tipico dei macrosistemi all’italiana.
I rendesi optano per il Manna bis, sempre più convinti che il ritorno al passato possa logorare ancor di più l’immagine del paese, tant’è che la curvatura del voto si riflette su una sorta di framerwork interpretativo che disegna, per introdurre un’altra parola chiave di questi anni, il passaggio dalla government alla governance. Ovvero, tocca a Manna, ora far coincidere l’espansione del paese con i bisogni, le problematiche, le urgenze e le richieste sempre più impellenti dei cittadini, poiché ora lui è il sindaco di tutti, anche di quelli che non lo hanno votato.
In questo passaggio centrato su un amministrazione quasi pronta, si intravede la maggioranza in consiglio comunale, che sarà composta perlopiù da: Mario Rausa, Franchino De Rango, Pamela Fanello, Chiara Lolli, Pino Munno, Luigi Superbo, Eugenio Aceto, Pierpaolo Iantorno, Gaetano Morrone, Romina Provenzano, Annamaria Artese, Marco Greco, Giovanni Gagliardi, Fabrizio Totera, Domenico Ziccarelli.
L’ elezione di Manna come quella di Stasi, nei due comuni maggiori, confermano che le figure civiche, percepite come lontane dai partiti, sono oggi in Calabria le figure che possono vincere, anche se le due situazioni sono diverse fra loro. In pratica a Rossano ha vinto un centro-sinistra 3.0 mentre a Rende ha vinto il centro destra 2.0. A Rossano stravince l’ innovazione, mentre a Rende il rancore verso i partiti vince ma non convince”.Con questo commento Walter Nocito ( docente di diritto pubblico Unical) spiega il fenomeno del civismo, a sua volta congruo con le richieste dello stato di diritto, e nello stesso tempo specchio delle nuove classi dirigenti.
Vai al contenuto




