Donatella Marazziti, docente di psichiatria a Pisa e all’Unicamillus di Roma, interviene sul caso della ginnasta Giulia Galtarossa
Il caso di Giulia Galtarossa, la ginnasta che accusa di essere statavittima di soprusi che l’hanno portata alla soglia del suicidio va registrato con cautela ma conferma che lo sport deve cambiare registro, educando quanti ritengono la vittoria come unico traguardo da raggiungere.

Lo afferma la profssa Donatella Marazziti, docente di psichiatria a Pisa e all’Unicamillus di Roma. Non possiamo dare giudizi netti su una vicenda che non conosciamo bene -aggiunge Marazziti – ma certamente possiamo dire che c’è l’esigenza di recuperare la dimensione ludica dello sport. Molte volte ragazzi e ragazze molto giovani interpretano la competizione agonistica come obiettivo unico dì successo, dimenticando lo spirito olimpico e il fatto che non sia indispensabile vincere ad ogni costo per emergere. Dorando Petri rimase nella storia per la sua abnegazione pur essendo praticamente arrivato ultimo.
È necessario che cambi la cultura dì massa e che sì diffonda un messaggio di bellezza legato all’attività sportiva che non coincida con la vittoria a tutti i costi Confidiamo in Giovanni Malago Presidente del Coni – aggiunge Marazziti – che interpreta lo spirito nobile dello sport,la cui funzione è essenzialmente pedagogica e sociale e ricopre un ruolo di primo piano nelle forme di contrasto e di prevenzione dell’emarginazione e nel rafforzamento dì una cultura civica.
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