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Marcinelle, 70 anni dopo. Napoli: «La sicurezza sul lavoro è un diritto, non un costo»

A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, il presidente di Confapi Calabria e vicepresidente nazionale di Confapi, Francesco Napoli, affida alla memoria di quella drammatica giornata un richiamo forte e attuale alla dignità del lavoro e alla tutela della vita dei lavoratori

L’8 agosto 1956, nella miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, un tragico incidente costò la vita a 262 minatori, 136 dei quali italiani. Uomini partiti dall’Italia, molti dal Mezzogiorno, con la speranza di costruire attraverso il lavoro un futuro più dignitoso per sé e per le proprie famiglie. Con sacrificio, coraggio e senso del dovere, essi contribuirono alla ricostruzione e allo sviluppo dell’Europa del dopoguerra.

«Marcinelle rappresenta una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione italiana – sottolinea Napoli –. Dietro quei numeri c’erano persone, famiglie, sogni e speranze. Uomini che ogni giorno scendevano nelle profondità della terra per guadagnarsi il futuro, senza mai dimenticare le proprie radici».

Una memoria che, a distanza di settant’anni, non può essere confinata al solo ricordo del passato. Per Napoli, infatti, rappresenta ancora oggi un monito per l’intera società.

«La sicurezza sul lavoro non è un costo, ma un diritto fondamentale – evidenzia il presidente di Confapi Calabria –. Nessun obiettivo economico può mai giustificare il sacrificio della vita di un lavoratore».

Il ricordo dei minatori di Marcinelle diventa così un impegno concreto per il presente: garantire condizioni di lavoro sicure e fare in modo che ogni lavoratore possa rientrare quotidianamente a casa dai propri cari.

«Ricordare quei minatori – conclude Napoli – significa onorare la dignità del lavoro e rinnovare ogni giorno il nostro impegno affinché tragedie come quella dell’8 agosto 1956 non abbiano mai più a ripetersi».

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