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Federazione Riformista di Rende

Maria Pia Galasso di Federazione Riformista Rende: da Ghionna elogio involontario a Sandro Principe

È avvenuto durante la visita fatta dal candidato della Destra al Museo dell’Otto e Novecento di Rende Centro (MAON).

A Ghionna, nei suoi oramai quotidiani monologhi, gli è sfuggita una verità. Ha detto testualmente che a Rende ci sono «…chiese meravigliose, cultura, sapori unici e una vita notturna veramente vivace…».

In base a queste considerazioni il candidato della Destra ha pensato che Rende ha una vocazione turistica perché è vicina al mare e ai monti.

Federazione Riformista di Rende
Federazione Riformista di Rende

Dell’elogio, immaginiamo involontario, non ci resta che prenderne atto. Anche perché a realizzare tutto quello che Rende è, ci ha pensato la classe dirigente e politica socialista il cui leader era ed è tuttora Sandro Principe. Le chiese sono state tutte (quasi tutte) restaurate con fondi comunali, le istituzioni culturali sono state tutte (senza quasi stavolta) realizzate dai socialisti rendesi. I sapori unici sono conservati in libri che raccontano la loro storia, anch’essi realizzati sempre dai socialisti; la vita notturna, infine, è frutto dell’attrattività che Rende è riuscita ad attivare grazie alla sua vivibilità e all’insediamento di aziende commerciali, industriali, di servizi e grazie, in maniera rilevante, all’insediamento dell’Università della Calabria che ha scelto Rende perché offriva luoghi bellissimi (le colline di Arcavacata che tanto piacquero agli architetti di mezzo mondo), infrastrutture moderne e un’urbanistica di livello europeo. Tutto opera dei socialisti rendesi allora come oggi guidati dal Sandro Principe.

Sulla vocazione turistica il discorso è più complesso. Rende ha di sicuro una vocazione universitaria unita a una vocazione commerciale e industriale. Sono “vocazioni” che hanno creato posti di lavoro e benessere diffuso, tanto da farne il campione calabrese dei benestanti. Trasformare Rende in località a vocazione turistica invece di puntare a consolidare le vocazioni esistenti potrebbe essere un azzardo anche se, Rende (soprattutto il suo centro storico) potrebbe avere un futuro ruolo turistico se si riuscisse a coinvolgere l’intera Area urbana con Cosenza come fulcro del turismo e i paesi vicini Rende, Castrolibero, Montalto, Casali del Manco e gli altri paesi della Sila collinare. A ciascuno di essi bisognerebbe assegnare a ciascuno precisi ruoli strategici di accoglienza e di fruizioni di determinati servizi da concordare insieme.

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