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Matteo Renzi

Matteo Renzi il rottamatore, da carnefice a vittima

Era il 20 gennaio 2016 e l’attuale premier a scadenza Matteo Renzi annunciava in Senato: “Ho personalmente affermato davanti alla stampa e lo ribadisco qui davanti alle senatrici e ai senatori che nel caso in cui perdessi il referendum, considererei conclusa la mia esperienza politica”…

Referendum che tra le altre cose prevedeva l’abolizione di un ramo di quel Senato a cui Renzi stava dando l’annuncio con la solita spocchia che lo ha accompagnato dal primo giorno in cui è diventato Premier per il potere conferito dall’allora presidente della Repubblica Napolitano senza passare dal via delle tornate elettorali.

Matteo Renzi
Matteo Renzi

I suoi 1000 giorni di governo sono stati un susseguirsi di grossolani tentativi di modernizzazione del Paese e goffe manovre per cercare di rilanciare un’economia che procedeva a un ritmo più lento rispetto a quello andante di tutti gli altri Paesi: e se i primi tempi erano stati abbondanti a livello di riconoscimenti (se si pensa al successo elettorale del Pd alle elezioni europee), lo stesso non si può dire per i periodi successivi che lo hanno portato a consumarsi e a sciogliersi come neve al sole dopo il 60 a 40 dell’accozzaglia dei no contro l’orgia organizzata dei fautori del si capeggiata proprio dal Premier e che dovevano passare alla storia come i nuovi Costituenti. Ve la immaginate una foto di Calamandrei affianco a quella di Verdini, o un De Gasperi affianco alla Boschi.

E’ raccapricciante già l’idea di Verdini e la Boschi nella stessa foto visto che uno fino a qualche settimana fa era tra i Berluscones mentre la Boschi cercava di salvare la faccia di paparino con una legge approvata in 14 giorni anche grazie a quel Senato che la ministra voleva togliere , e che di fatto costituiva il salvagente di Banca Etruria. Proprio l’affaire Banca Etruria è stata una delle prime bucce di banana su cui Renzi è scivolato: una difesa sperticata della ministra per i peccati originali del padre non è stata una strategia vincente: anche perché fare gli interessi delle banche con così tanto ardore e non infondere lo stesso impegno per risolvere problemi ben noti del tuo Paese e che riguardano i cittadini comuni non ti fa guadagnare consensi elettorali anzi… ai poveri risparmiatori qualche incazzatura può anche partire.

Ma l’Italiano si sa è un popolo indulgente ma non dimentica.. così Renzi può proseguire la sua esperienza e in breve si inventa le 80 euro in busta paga e il jobact: la prima manovra è come il gioco delle tre carte in cui ti faccio vincere il primo giro e perdi tutti gli altri: così con una mano da 80 euro e con l’altra se ne prende 160 sottoforma di tasse. Il termine Jobact mi ricorda quando lo pronuncio un termine usato in Friuli Venezia Giulia: la “giobba” che letteralmente è nient’altro che una bugia grande come una casa e da cui deriva il termine “giobbarolo” : falso, cazzaro, ciarlatano.

Come un’equazione matematica oltre al suono tra job e giobba e tra giobbatore e Renzi anche i significati coincidono. Nel frattempo c’è un D’Alema rinvigorito che dopo anni di militanza nel partito che più di tutti dovrebbe abbracciare la cultura sinistroide del moderno comunismo riesce finalmente a dire qualcosa che è di sinistra. Gli avversari invece che fanno: i Grillini entrati in Parlamento continuano la loro battaglia a suon di Vaffa e di proposte concrete per dimezzare i costi della politica: dal dimezzarsi lo stipendio fino al dimezzare il numero di Parlamentari, tutte proposte belle da vedere, lodevoli contenutisticamente parlando ma per carità sta per arrivare la Riforma costituzionale perfetta che abbatterà i costi della politica: in cambio i cittadini devono rinunciare solo a scegliere chi mandare al Senato, magari sorbirsi qualche indagato a cui viene concessa l’immunità e visto che ci siamo facilitiamo l’uso dei referendum richiedendo il triplo delle firme.. Visto che stiamo riformando aboliamo il CNEL e con i soldi ci compriamo l’Air Force Renzi così se devo portare Benigni a conoscere Obama ci metto meno tempo. Benigni viaggerà più comodo visto che è l’intellighentia italica per eccellenza quella stessa che cantava la bellezza della Costituzione salvo chiederne la riforma…

Un bel giorno succede che La Raggi viene eletta sindaco a Roma e Fassino abdichi a Torino a favore dei 5stelle. Ci si rende conto che forse Renzi boyscout , Renzi Fonzie, Renzi mr Bean, Renzi Rock sulle riviste dei teenagers, Renzi Suora su Famiglia Cristiana, Renzi Tagliatella di Nonna Pina dalla Clerici, Renzi “ vorrebbe dire” al salotto di Barbara D’Urso sta perdendo consensi in maniera emorragica e quindi gli risparmiano Renzi Grande Fratello e Renzi Sailor Moon.

Il Berlusca si sveglia del torpore e anche Prodi dice la sua…insomma si arriva al 4 dicembre e sapete tutti come è finita …ammesso che sia finita.

Lui che si presenta davanti ai microfoni e che ringrazia per averlo fatto giocare a fare il premier per 1000 giorni, ringrazia la moglie e i figli e dichiara che tornerà a fare il boyscout. E’ rammaricato solo perché a suo dire aveva fatto bene….
Doveva compattare il PD : missione fallita
Doveva fare gli interessi delle banche: missione fallita
Doveva fare le riforme: missione fallita

Ieri in Italia 7 aventi diritti al voto su 10 hanno preso la loro scheda elettorale e di questi 7 più di 4 hanno deciso che era arrivato il momento di staccare la spina . Hanno preso la loro matita magica a getto d’inchiostro e via col NO secco e convinto …
A lavorare ex-premier e se non trovi nulla che ti soddisfi non preoccuparti c’è il jobact.

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