I candidati al collegio uninominale del cdx, csx e M5s, si sono distinti per il loro totale disinteresse per l’area di Corigliano-Rossano e Crotone, solo ora è scoppiato l’amore
Oggi tutti sembrano accorgersi dell’esistenza di un’area omogenea, storicamente marginalizzata, la Sibaritide e il Crotoniate, da tutte le forze politiche dell’Arco Costituzionale, a causa del centralismo imperante. Qualche partito si è ricreduto, fortunatamente, e inizia a capire che il centralismo produce solo diseconomie. I tre Competitor di carta e sulla carta, dovrebbero dire dove sono stati in questi anni di profonda latitanza sui grandi temi dell’Arco Jonico. Tacciono sulla necessità di sostenere la proposta politica del doppio capoluogo (Crotone e Corigliano-Rossano) che restituisce dignità alle popolazioni joniche. Una nuova provincia di 400mila abitanti che va a bilanciare il quadro demografico delle province calabresi. Né si pronunciano sulla costituzione di un’area metropolitana interregionale che colleghi la Calabria, la Basilicata e la Puglia dando vita alla Baia della Magna Graecia. Immaginiamo i 24 porti esistenti da Crotone a Gallipoli collegati con aliscafi in grado di accorciare le distanze utilizzando le vie del mare, facilitando l’interscambio dei flussi turistici e, di fatto, creando nuovi posti di lavoro. I miei avversari dimostrano di non avere idee, riproducono i soliti slogan e parlano per frasi fatte. Di Area Vasta della Magna Graecia o di un’Area metropolitana ne parleranno nelle prossime campagne elettorali, rubando, come già sta accanendo ora, le argomentazioni a chi dimostra sul campo di avere idee progettuali. Le campagne elettorali non si vincono con denaro e apparati, ma con le idee.

Quanto detto a significare che il naturale alveo di riferimento dello scalo pitagorico si estende dall’estremità della provincia di Catanzaro (Botricello – Cropani) alla bassa valle del Raganello (Villapiana). Se davvero volessimo ragionare in termini di intermodalità, venendo incontro alle esigenze del basso e alto Jonio, prendendo come punto mediano Sibari, tutto quanto posto a Sud della vecchia colonia Magnograeca sarebbe da considerare alveo di riferimento del Pitagora. Così come, quanto posto a nord di Sibari andrebbe considerato come bacino di riferimento allo scalo di Grottaglie. Naturalmente qualora la regione Puglia decidesse, finalmente, d’investire sullo scalo. E, comunque, esiste la possibilità di pensare anche a Pisticci se le legittime pretese del Presidente Bardi, dovessero essere accolte con il potenziamento ed allungamento pista dell’aviosuperficie Mattei. Tale ragionamento non può esulare dalla necessità di una linea AVR (alta velocità di Rete tra TA e KR), poiché andranno distribuiti e facilitati i flussi da e per Crotone e Taranto. Al candidato del csx, consiglio di rivedere la mappatura della Calabria. Sarebbe utile inquadrare il territorio dell’Arco Jonico così come ridisegnato dalla nuova geografia elettorale. Così da rilanciarlo in una nuova visione fedele alle dinamiche di prossimità che non possono esulare dalla linea di demarcazione della costa che si estende lungo buona parte del Golfo di Taranto.
Sindaco, ho un’immensa stima della sua Persona (e so che anche Lei nutre per me lo stesso sentimento, altrimenti non mutuerebbe le mie terminologie nelle sue note stampa)! Tuttavia la inviterei a concentrarsi su argomenti nei quali potrebbe dimostrare maggiore padronanza. Le dinamiche geo-territoriali, quando non conosciute, meglio lasciarle da parte. È un consiglio che mi permetto di darLe. E intendo estendere il suggerimento anche alla Candidata del M5S e al Candidato del Cdx. Costoro, infatti, nonostante adeguatamente equipaggiati di Garmin e Tom Tom, si dimenano nell’effettuare marca territoriale un po’ come quei gatti impauriti allorché trasbordati in luoghi diversi da quelli abitualmente vissuti e, pertanto, conosciuti. Questo detto è, particolarmente, vero, specie quando le conoscenze delle su citate dinamiche sono notoriamente frammentate o ne manca del tutto la percezione. Non ci si inventa conoscitori di un territorio senza prima averlo studiato in ogni scampolo d’ambito, finanche quello più periferico, per anni. Si rischia di cadere in grossolani errori rendendo tendenzialmente macchiettistico il contenuto delle note stampa.
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