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Meglio veder perdere il Cosenza al Marulla che vedere la Serie A dal divano

A conclusione del big match che ha dato inizio al campionato di serie B, aprendo le danze al San Vito Marulla, perdono tutti tranne i tifosi quelli del ‘nonostante tutto’; i giocatori che hanno lottato fino alla fine; Braglia che con rabbia e frustrazione avrebbe voluto spingere personalmente la palla in rete vomitandovi dentro tutta l’indignazione per quella sfortuna immeritata.

Diciamocelo.. ripetendo le parole del mister: ‘perfino il legno ci si è messo contro!’. Eppure sugli spalti o ancora peggio, chi allo stadio non è nemmeno venuto perché intento a guardar Juventus Napoli, ha osato dire che questa è una squadra che non vale nulla, che avremo vita breve e che quest’anno sicuramente torneremo in serie C.

Non scioccatevi ora nel rileggervi, non scuotete il capo in segno di non colpevolezza: siete riusciti a gettar fango sul nostro Cosenza. Ancora una volta. E siamo solo al 31 agosto. Ah dimenticavo.. quelle sedie rossoblu che or sono da cornice ad un tempio spettacolare, fanno in realtà ribrezzo perché scomode e necessarie solo a nascondere i veri problemi del Marulla: assenza di acqua nei bagni, mancanza totale di igiene, bar e punti ristoro inutili e chiusi, manto erboso assolutamente non nella norma.

Bando all’ironia, poiché finora di questo si è trattata.. descriviamo, o almeno proviamo a farlo, la partita contro la Salernitana. Squadra certamente ostica, chiusa in se stessa, ma non imbattibile e soprattutto non superiore ai rossoblu.

Durante il primo tempo, ennesimi due miracoli del portiere avversario, ospiti chiusi ad una porta e davvero tanta tanta voglia di passare in vantaggio da parte del branco. Ma si sa.. a noi cosentini veri piace soffrire. E dunque eccolo dopo meno di 60 secondi, il vantaggio della Salernitana in un secondo tempo che ha fermato il respiro a tutti. Tramortendoci. Zittendo quasi più di 10.000 cuori rossoblu per tutta la mezz’ora successiva.

Poi finalmente la voce ritorna e i lupi feriti, tornano a combattere. Ma ancora una volta i pali della rete o meglio, il legno, decide per due volte NO. A nulla valgono i canti e l’orgoglio del popolo rossoblu, costretto a fermarsi al Marulla saggiando la prima amara sconfitta. Ce ne saranno altre. Questo è sicuro, ma non dimenticate: ‘Siamo arrivati tardi o forse troppo presto. Comunque il nostro tempo non assomiglia al vostro’ .

Perché in fondo, chi non comprende ciò che vi sia nell’abbraccio che i ragazzi di mister Braglia, si danno prima dell’inizio della battaglia.. non merita di star seduto nel Tempio che fu anche di Bergamini, Catena, Marulla, Daniele, Calderaro, Piero Romeo e non solo. Un plauso ai Salernitani che già per la seconda volta, hanno preferito unirsi al credo degli ultrà e non all’antagonismo stolto ed inutile che mai è appartenuto ai lupi del Busento.

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