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Meluso, dai campi di Panebianco alla scrivania di Adl

Mauro Meluso da poche ore è il direttore sportivo del Napoli.

Ma Mauro Meluso è anche legato a doppio filo con la città dei Bruzi: nato a Cosenza a capodanno del 1965, diede i primi calci ad un pallone sui campetti polverosi del Panebianco, prima di passare al Rende da adolescente e spiccare il volo verso il calcio dei grandi.
Ma non sono solo le origini da calciatore a legarlo a Cosenza.

Una volta appese le scarpette al chiodo intraprende la strada che lo porta dietro una scrivania a fare il direttore sportivo e, nell’estate del 2014, si lega al Cosenza del presidente Guarascio, appena approdato nella nuova serie C unica.
In riva al Crati rimarrà per due stagioni, portando Roselli in sostituzione di mister Cappellacci. Tantissimi i calciatori approdati in rossoblu sotto la sua direzione, tra cui si ricordano il portiere Saracco, Tedesco, Blondet, Arrigoni.
E poi ancora Ciancio, terzino goleador che blinderà la vittoria della Coppa Italia di categoria, e Caccetta, che del Cosenza diverrà anche capitano e siglerà una storica doppietta nella esuberante vittoria per 3-0 al Ceravolo di Catanzaro qualche anno dopo. Arriverà anche Statella e poi nell’estate successiva i vari Perina, Arrigoni e La Mantia, che con i 13 gol in maglia rossoblu avvió la sua carriera da goleador.
La sua avventura a Cosenza si chiuse con un quinto posto, appena un gradino sotto alla posizione che, all’epoca, consentiva l’accesso ai playoff.
Ma a Cosenza ha posto le basi del lavoro completato poi da Trinchera e Braglia qualche anno dopo.
Per Mauro invece due esperienze vincenti a Lecce prima, portato in due anni dalla serie C alla serie A, e poi a La Spezia dove in una sola stagione ha portato in dote una storica salvezza in serie A e tanti giovani di belle speranze.

Ora arriva la chiamata di De Laurentiis e dunque la possibilità di lavorare per la squadra campione d’Italia.
Buona fortuna e buon lavoro.

A cura di Luca Aiello

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