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Davide Tavernise

Mobilità sanitaria, Tavernise (M5S): pesante saldo negativo per la Calabria

Tavernise (M5S): non si intravedono strategie per bloccare l’emigrazione e far diventare attrattive le nostre strutture

Registriamo nuovamente un saldo negativo nel rapporto Agenas sulla mobilità sanitaria, presentato l’altro ieri a Roma, che fa il punto sul caso Calabria. La nostra regione continua a non essere attrattiva per quanto riguarda la soddisfazione dei bisogni sanitari e non si riesce a bloccare in nessun modo la fuga dei cittadini verso il nord e il centro. In verità è una migrazione che dimostra un andamento costante nel tempo, tanto che il fenomeno lo si può considerare ormai strutturale.

Davide Tavernise
Davide Tavernise

Il totale dell’acconto nei flussi standard del riparto 2023 (dati 2022) è pari a meno 273 milioni di euro. Soldi che la Regione Calabria spende nei sistemi sanitari di altre regioni italiane, soprattutto in Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, ma anche in Campania e in Puglia.

A fronte di queste cifre importanti, di questa passività allarmante, quali sono le strategie messe in campo dal commissario ad acta della Sanità, nonché presidente della Giunta Regionale, Roberto Occhiuto? A ben vedere nessuna. Basta scorgere i dati del corposo dossier Agenas per rendersi conto che la nostra è una delle poche Regioni d’Italia che non riesce ad invertire il trend negativo, al contrario della Campania e della Sicilia che iniziano a mostrare segnali positivi.

Eppure, come dicevamo, l’andamento dell’emigrazione sanitaria calabrese è ormai strutturale, quindi è nota l’entità e la direzione dei flussi di mobilità. Da questa conoscenza è possibile e necessario strutturare una strategia per rispondere alle esigenze della domanda espressa dai pazienti, e indirizzare in questo modo la regolamentazione e la pianificazione del sistema regionale e aziendale, soprattutto in riferimento agli equilibri economico-finanziari della Regione. Le premesse per agire ci sono tutte, ma evidentemente manca la volontà e la capacità politica di una classe di amministratori che a parte i proclami non riesce ad esprimere nulla di concreto nella realtà.

Esempio pratico di ciò che affermo è la mancata apertura degli ospedali di Trebisacce e Praia a Mare, che continua a provocare una fuga di prossimità dei nostri corregionali a Policoro e a Lagonegro, andando a d’incidente sulle casse del nostro sistema sanitario regionale per quasi 100 milioni di euro all’anno.

Le soluzioni per rimediare e invertire la rotta ci sono tutte, manca evidentemente lungimiranza e una buona gestione della sanità.

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