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Monte Cocuzzo, Legambiente Serre Cosentine: “La vetta non è una pista. Aiutateci a custodire la montagna”

Legambiente Serre Cosentine chiede di tutelare la vetta di Monte Cocuzzo da motocross e fuoristrada per salvare l’habitat di Rete Natura 2000.

Monte Cocuzzo non è una pista da percorrere con mezzi a motore. È un patrimonio naturalistico, paesaggistico e storico delle Serre Cosentine che merita di essere conosciuto, vissuto e soprattutto custodito.

È questo l’appello che il Circolo Legambiente Serre Cosentine rivolge agli appassionati di motocross, enduro, quad e fuoristrada: non utilizzare la parte sommitale di Monte Cocuzzo e i suoi tracciati naturali come percorsi per mezzi motorizzati.

Non si tratta di una contrapposizione nei confronti di chi pratica questi sport. Al contrario, l’obiettivo è rivolgersi direttamente agli appassionati per chiedere loro di condividere una maggiore consapevolezza sul valore e sulla fragilità di questo territorio.

“Non siamo contro chi pratica motocross, enduro o fuoristrada – spiega il presidente del Circolo Legambiente Serre Cosentine – ma siamo convinti che esistano luoghi nei quali la propria passione debba lasciare spazio alla tutela della natura. Monte Cocuzzo è uno di questi luoghi.”

Monte Cocuzzo non è infatti un ambiente qualsiasi. La sua parte sommitale è inserita nella Rete Natura 2000, il sistema europeo per la conservazione della biodiversità, attraverso il sito IT9310064 – Monte Cocuzzo, oggi riconosciuto come Zona Speciale di Conservazione.

Secondo i dati europei, il sito interessa circa 45 ettari e comprende tre habitat di interesse comunitario e 19 specie contemplate dalle Direttive europee sulla conservazione della natura.

Particolarmente significativa è la presenza dell’habitat 6210, costituito da praterie seminaturali secche e facies arbustive su substrato calcareo, che rappresenta la parte prevalente dell’area tutelata. 

Sono ambienti delicati, nei quali il passaggio ripetuto di mezzi motorizzati può provocare erosione e compattazione del suolo, danneggiamento della vegetazione, apertura e ampliamento di nuove tracce, alterazione del deflusso delle acque e disturbo della fauna.

Negli anni, purtroppo, il passaggio ripetuto di motocross, enduro e altri mezzi fuoristrada ha contribuito alla formazione di vere e proprie piste sui versanti della montagna.

Tracce che nel tempo si sono consolidate, incidendo sul terreno e sulla vegetazione e contribuendo a modificare la morfologia di alcune aree della parte sommitale.

Una situazione che non possiamo più ignorare.

Tra gli elementi più significativi della storia naturale di Monte Cocuzzo ci sono anche i suoi storici nevai, che rappresentano una parte importante della memoria della montagna e delle comunità che hanno vissuto questo territorio.

Negli anni Sessanta e Settanta la presenza della neve e del ghiaccio sui versanti di Monte Cocuzzo aveva anche una funzione economica concreta. Il ghiaccio veniva infatti utilizzato e commercializzato dagli operatori della fascia tirrenica e della città di Cosenza, quando le tecnologie per la produzione e la conservazione artificiale del ghiaccio non erano quelle attuali.

“Quei nevai fanno parte della memoria della nostra montagna – continua il presidente di Legambiente – e raccontano un rapporto tra le comunità e Monte Cocuzzo che oggi rischiamo di perdere. Pensare che questi ambienti siano stati progressivamente segnati da piste e solchi provocati dal passaggio dei mezzi deve farci riflettere.”

Per questo uno dei pilastri fondamentali del progetto Monte Cocuzzo Bene Comune è proprio quello di arrivare a una tutela chiara della parte sommitale della montagna, impedendo l’accesso ai mezzi motorizzati utilizzati per motocross, enduro, quad, fuoristrada e attività analoghe, fatte salve naturalmente le esigenze di soccorso, emergenza, antincendio, vigilanza e gestione del territorio.

“Vogliamo che la vetta possa essere vissuta attraverso l’escursionismo, i percorsi a piedi e a cavallo, l’educazione ambientale, la ricerca e una fruizione rispettosa. Non vogliamo che Monte Cocuzzo diventi una pista.”

C’è poi un altro aspetto che merita attenzione: la strada che conduce all’area pic nic di Monte Cocuzzo.

Il Comune di Mendicino, con impegno e sacrificio, sta cercando di rendere la strada sempre più percorribile e sicura, affrontando gli interventi necessari alla sua manutenzione, questo per rednere il piu possibile accesso all’area pic nic del monte e per gli escrursionisti.

“Non possiamo pensare che da una parte il Comune investa risorse e faccia sacrifici per sistemare e rendere percorribile la strada e dall’altra quella stessa strada venga utilizzata come un tracciato per rally o per passaggi aggressivi di mezzi fuoristrada. La strada deve servire la montagna e le persone che la vivono, non trasformarsi in una pista.”

Il nostro appello, però, non vuole essere una guerra contro gli appassionati di motocross e fuoristrada.

“Comprendiamo la passione di chi pratica questi sport e non vogliamo criminalizzare nessuno. Chiediamo semplicemente di riconoscere che non tutti i territori possono essere utilizzati nello stesso modo. Ci sono luoghi nei quali è necessario fermarsi e rispettare la fragilità dell’ambiente.”

Monte Cocuzzo Bene Comune nasce proprio da questa idea: costruire un rapporto diverso con la montagna, nel quale la tutela della natura diventi una responsabilità condivisa.

Una montagna protetta non deve essere una montagna chiusa. Deve essere una montagna vissuta nel rispetto dei suoi equilibri.

Vogliamo più escursionismo, più conoscenza, più educazione ambientale, più attenzione alla biodiversità e più turismo sostenibile. Vogliamo che le nuove generazioni possano conoscere Monte Cocuzzo e riconoscerlo come una parte fondamentale della propria identità.

“Chi ama davvero la montagna può esserne il primo custode Per questo ci rivolgiamo agli stessi appassionati di motocross e fuoristrada: aiutateci a proteggere Monte Cocuzzo. La vostra passione può trovare altri luoghi e altri percorsi, mentre la parte più fragile della nostra montagna ha bisogno di essere lasciata alla natura.”

Il Circolo Legambiente Serre Cosentine invita quindi tutti coloro che frequentano Monte Cocuzzo a fare una scelta di responsabilità: fermare il progressivo deterioramento dei tracciati naturali e rispettare gli habitat e la biodiversità della parte sommitale.

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