3809 casi di morbillo e 4393 di rosolia, sono stati segnalati da 30 paesi dell’Unione Europea. in base al monitoraggio tenuto negli ultimi 12 mesi
il presidente dello “Sportello dei Diritti”, Giovanni D’Agata, nell’ottica della tutela della salute nella costante attività di informazione per turisti e viaggiatori, ha comunicato l’aggiornamento di valutazione rapida del rischio, ad opera dell’Ente Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie, che fornisce metodologie per la riduzione del rischio e sottolinea la necessità di prepararsi per l’individuazione tempestiva, nonché delle adeguata gestione dei casi che possano manifestarsi tra i viaggiatori dopo un periodo di incubazione, quasi sempre asintomatico.
Proprio in merito al monitoraggio del morbillo e della rosolia avvenuto negli ultimi 12 mesi – da aprile 2014 a marzo 2015 – sono stati segnalati da 30 paesi dell’unione europea 3809 casi. Secondo questo rapporto, la Germania e l’Italia, hanno rappresentato quasi il 70 % dei casi.
Durante questo periodo è stato segnalato un caso di morte per morbillo, e sono stati 6 i casi di complicazione da encefalite acuta proprio a causa del morbillo.
Tanti i focolai di morbillo in corso nel mondo, dall’Austria, alla Russia, e poi in Mongolia, nella Repubblica del Congo, in Guinea, Liberia, Sudan e Brasile. La rosolia invece ha fatto segnalare 4393 casi in 27 paesi dell’Unione Europea. La Polonia il luogo dove si è registrato il 96% dei casi di rosolia nell’arco dei 12 mesi. Il più alto numero di casi si è registrato sui soggetti tra i 5 e i 9 anni, e nella fascia da 1 a 4 anni. Il 30% circa dei casi, sono stati vaccinati.
Le Americhe sono state dichiarate immuni dalla rosolia e sindrome da rosolia congenita alla data del 29 aprile 2015.L’OMS, in stretta collaborazione con la UE, continua a seguire da vicino la situazione e a condurre la valutazione del rischio in base alle ultime informazioni. L’OMS raccomanda ai viaggiatori verso i Paesi con focolai noti, di seguire corrette pratiche di sicurezza.
Inoltre incoraggia i Paesi a continuare a rafforzare la sorveglianza e di rivedere con attenzione eventuali casi insoliti, al fine di garantire la segnalazione delle infezioni umane come stabilito dal RSI (2005) e di continuare le azioni sanitarie nazionali di preparazione.
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