“Il semaforo del governo Conte sta mostrando dei difetti profondi e delle incongruenze proprio nelle misure di contenimento del contagio”.
Il consigliere Enrico Morcavallo, capogruppo di Grande Cosenza, non nasconde il proprio disappunto riguardo le misure dell’ultimo DPCM del governo che proprio ieri ha deciso di aumentare il numero regioni arancioni aggiungendo ben cinque.

“Chiudere subito gli istituti scolastici, il virus non si combatte fra i banchi di scuola. E’ necessario attivare la DAD, la didattica a distanza, al 100% di tutti gli studenti di tutte le età. Solo così potremo davvero rallentare ancora di più la diffusione del contagio”. Queste le parole dell’avvocato Morcavallo che sembrano concordare con molte richieste da parte sia delle autorità sanitarie in altre regioni italiani ed altri esponenti politici. Molto spesso infatti i giovani affetti da Covid 19 sono asintomatici e non si rendono conto di essere contagiati, in questo modo rischiano di diffondere il virus anche ai loro familiari.
“Noi chiediamo una decisione immediata da parte del sindaco in modo da non caricare di lavoro l’ospedale e le strutture sanitarie della città che sono già sature nelle loro possibilità d’accoglienza.” Il consigliere ha parlato anche della confusione che regna fra la gente circa le iniziative in merito alla sicurezza, uno stato d’animo pericoloso che rischia di minare l’ordine e la convivenza civile. A Cosenza ci sono stati disordini in una manifestazione dove la gente si è lamentata delle decisioni del governo e della gestione della sanità calabrese. Successivamente associazioni di genitori preoccupati hanno manifestato sotto al Comune chiedendo l’estensione delle DAD a tutto il sistema scolastico.
“Questo virus non fa sconti a nessuno, non conosce differenze di età e classe sociale, lo abbiamo visto tutti. E’ assolutamente necessario ritrovare quello spirito dello scorso marzo, del primo lockdown, per poter resistere ed accettare questi sacrifici, sacrifici duri che sono per la nostra salute e quella dei nostri figli. Far collassare il sistema sanitario sicuramente compromette la convivenza sociale mentre c’è bisogno di essere uniti ancora una volta per superare questa prova difficile, anche perché le notizie su un possibile vaccino ci fanno ben sperare.”
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