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Morte di Denis Bergamini , sabato una manifestazione a Cosenza

La famiglia si oppone alla richiesta di archiviazione della Procura, i suoi amici e i tifosi cosentini alle 16 del 28 febbraio saranno davanti al Tribunale per ribadire la richiesta di trovare la verità

Denis BergaminiNessuno vuole che il caso di Donato ‘Denis’ Bergamini, lo storico capitano del Cosenza tragicamente morto il 18 novembre 1989, venga archiviato di nuovo come sembra orientata a fare la Procura di Castrovillari.
Allora il verdetto fu di suicidio, per quanto assurdo potesse sembrare, ma l’ostinazione della famiglia e degli amici nel 2011 ha portato alla riapertura del caso. Ora però la Procura sembra orientata a mettere una pietra sopra perché non sono emersi ulteriori elementi probanti per sostenere l’accusa nei confronti dei due indiziati, ossia la sua ex compagna, Isabella Internò ( per concorso in omicidio) e Raffaele Pisano, il camionista che passò sul corpo di Bergamini disteso sulla Statale (falsa testimonianza).
Sono due le strade battute per arrivare alla verità. Da una parte c’è l’Associazione ‘Verità per Denis’ che ha organizzato per sabato 28 febbraio alle 16 davanti al Tribunale di Cosenza una manifestazione aperta a tutti: “Per sapere chi ha ucciso il nostro Denis, a oltre 25 anni da quale maledetta notte, la Procura non ha neanche accettato di sottoporre i resti agli esami immuno-istochimici che avrebbero potuto dirci molto di più rispetto a quello che già oggi sappiamo, e che di per sè già basterebbe a dar seguito alla riapertura del caso decisa nel 2011. Per questo motivo, e poiché non vogliamo che la storia del nostro Denis finisca così, con un’archiviazione inspiegabile ed inaccettabile, come Associazione Verità per Denis rifiutiamo che si metta la parola fine a questa triste e vergognosa storia confermando la bugia del suicidio. Dal tribunale di Cosenza eravamo partiti, in quel piovoso 27 dicembre del 2009, ed al tribunale di Cosenza torneremo sabato 28 febbraio, alle ore 16, per invocare sempre e solo GIUSTIZIA E VERITA’ PER DENIS BERGAMINI, ucciso il 18 novembre 1989. Oltre all’associazione, saranno presenti i tifosi rossoblù che mai, da quella data, hanno smesso di essere vicini alla famiglia Bergamini. DOBBIAMO ESSERCI TUTTI, INSIEME PER DENIS, PER LA FAMIGLIA BERGAMINI, PER LA VERITÁ!”.
Dall’altra c’è la battaglia della famiglia che ha già avanzato tramite i suoi legali richiesta di opposizione all’archiviazione avanzata dalla Procura. A rappresentarla sono gli avvocati Eugenio Gallerani e Fabio Anselmo, già impegnato nei casi Cucchi e Aldrovandi. “La richiesta di archiviazione in sé e per sé – ha detto Anselmo – non sarebbe nemmeno idonea a costituire una sentenza di non luogo a procedere e verrebbe annullata dalla Cassazione, perché quelle valutazioni devono essere fatte all’interno di un dibattimento al termine dell’istruttoria dibattimentale. É chiaro che Donato Bergamini non si è suicidato”.

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