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Morto per trasfusione infetta, prime condanne

Nel luglio 2013 un pensionato di Rende morì all’Annunziata per una sacca di sangue contaminato da un batterio. Colpevoli i responsabili della ditta che produceva il sapone usato dai medici

trasfusione infettaSono arrivate le prime sentenze nel processo per la tragica morte di Cesare Ruffolo, il pensionato 79enne di Rende deceduto il 4 luglio del 2013 dopo una trasfusione infetta all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza.
Il gup del tribunale cosentino, Francesco Luigi Branda gup, ha condannato a sei mesi Mario Golè e Maria Maddalena Guffanti, rispettivamente legale rappresentate e direttore di produzione tecnica della società Germo, produttrice del sapone utilizzato dai medici e che le perizie avevano indicato essere portatore del batterio che ha causato la morte. Cesare Ruffolo aveva effettuato una trasfusione all’Annunziata con una sacca che si è scoperto essere contaminata da un batterio letale, il serratia marcescens.
La responsabilità è stata attribuita al sapone Germocid, prodotto proprio dalla Germo spa, e così ai due la Procura di Cosenza aveva contestato il reato colposo di commercio e distribuzione di sostanze adulterate in modo pericoloso per la salute pubblica. Inoltre la Germo è stata condannata al risarcimento alle parti civili, mentre per altri sei imputati (erano dieci in tutto, ma due medici sono usciti dall’inchiesta) che non hanno chiesto il rito abbreviato il processo andrà avanti.
Entro 45 giorni verranno depositate le sentenze e allora sia la difesa che l’accusa, come le parti civili, ne sapranno di più e decideranno come andare avanti.

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