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Nasce il “Fronte Meridionalista – La riscossa del Sud”

Nasce La riscossa del Sud, come luogo di convergenze tra soggettività politiche, culturali e sociali meridionaliste

I promotori del Fronte Meridionalista – La riscossa del Sud sono: Natale Cuccurese del Partito del Sud, Loredana Marino del Laboratorio permanente per la riscossa del Sud, Nicola Manfredelli dell’Associazione Culturale Carta di Venosa, Salvatore Lucchese Comitato Gaetano Salvemini.

Fronte meridionalista-La riscossa del Sud

Una idea forza nata, in seguito all’assemblea di lancio delle piazze del Sud, tenutasi a Salerno, in cui è stato illustrato e discusso il progetto di un fronte comune per costruire una forza critica autonoma e progressista di matrice gramsciana, un salto di qualità nella costruzione di una alternativa meridionalista che ha preso forma attraverso comuni obiettivi, ovvero: il no all’autonomia differenzia, il rovesciamento del senso comune della passività di cui il Sud soffre e la necessità teorica di avanzare culturalmente e politicamente sulla cartografia della questione meridionale e dei Sud del mondo.

Questa alleanza è aperta a tutte quelle soggettività meridionaliste che vorranno partecipare, nel rispetto della propria autonomia e a pari condizioni, perché l’obiettivo che ci poniamo è una convergente iniziativa politica, culturale e sociale frutto di una reale democrazia partecipativa, un Fronte che possa vedete anche un coinvolgimento diretto di quella società civile meridionale sensibile alla riscossa del Sud.

Il “Fronte Meridionalista – La riscossa del Sud”, lotta contro le diseguaglianze per reddito di base e per la coesione solidale sancita dalla Costituzione contro il dilagare delle forze politiche antimeridionali. Il nostro modello di Fronte è molto distante nei programmi e nel linguaggio dal razzismo populista leghista, e da modelli secessionisti che si agitano da Nord a Sud.

Il Mezzogiorno quale luogo di millenaria cultura euromediterranea, un “ponte” del Mediterraneo di scambi di cooperazione, di pace e solidarietà di la prosperità di tutti i popoli che vi si affacciano.

A breve presenteremo il nostro Manifesto d’azione rivolto al riscatto del Sud. Promuoveremo insieme ogni azione programmatica a tutela dell’intera area vasta, un modello di sviluppo basato sulla naturale vocazione del territorio meridionale, rifiutando i modelli liberisti a cui occorre sempre più un sud di sfruttamento e di scarto.

Abbiamo uno spazio politico, culturale e sociale enorme da occupare, in tutto lo scenario politico attuale del “Belpaese” manca la voce del Sud, la nostra ambizione e lavorare fianco a fianco con movimenti, associazioni, con la gente del Sud, uomini e donne impegnati da anni nelle dinamiche di lotta ambientali, sociali, per il lavoro, nel continuismo dicotomico capitale – vita, per insieme rilanciare un meridionalismo classista di lotta di liberazione e di riscatto.

Manifesto del “Fronte meridionalista per la riscossa del Sud”

Noi che vogliamo un altro Sud in una Italia che ripudia la guerra, per la pace e il disarmo, per un paese solidale e di coesione sociale, contro ogni diseguaglianza, siamo donne e uomini che vivono quotidianamente la durezza dello scontro di civiltà tra le pratiche del vivere solidale e le regole della sopraffazione dei potentati economici, politici e criminali.

Noi che lottiamo contro l’idea di un Sud, territorio militarizzato, in cui i giovani sono considerati esercito di riserva, dentro un meridionalismo di scarto, e che viviamo in un territorio in cui le sue coste sono divenute frontiere mobili e le servitù militari rubano porzioni enormi di territorio a cittadini e cittadine, sappiamo che in queste nostre regioni meridionali d’Italia, i luoghi sono bellissimi, perché stracolmi di memorie e patrimoni culturali, ma privi di ricchezza economica e sociale.

Noi che sappiamo quanto questo Sud abbia lottato, oggi riteniamo necessario, nelle condizioni difficili del Mezzogiorno, costruire una convergenza di alternative contro ogni autonomia differenziata, un fronte meridionalista capace di rovesciare quel senso comune di passività di cui il Sud soffre, un fronte meridionalista che pone in sé la sfida teorica di avanzare culturalmente e politicamente sulla cartografia della questione meridionale gramsciana e dei Sud del mondo.

La nostra rivendicazione di un altro Sud è il conseguimento di diritti irrinunciabili

1. Diritto ad una qualità della vita uguale a quella delle altre regioni d’Italia.

2. Diritto ad un ambiente sano, con salvaguardia dei beni comuni, dell’acqua pubblica e delle fonti.

3. Diritto ad essere curati al meglio, senza distinzioni.

4. Diritto ad un lavoro stabile, tutelato dalla legge e a un reddito certo, per una esistenza dignitosa.

5. Diritto ad una abitazione che garantisca la dignità delle persone.

6. Diritto a una istruzione completa, che parta dall’asilo e che favorisca personalità consapevoli.

7. Diritto ad un sistema efficiente di mobilità pubblica.

8. Diritto all’accoglienza e all’inclusione come valori fondanti del vivere civile.

9. Diritto alla piena valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.

10. Diritto alla rappresentanza per il Mezzogiorno.

Diritti che sono la base di un programma di sviluppo per la popolazione di una intera area vasta.

Il “Fronte Meridionalista – La riscossa del Sud”, nasce dunque, come luogo di convergenze tra soggettività politiche, culturali e sociali meridionaliste, per seminare forme di resistenza e di lotta contro le diseguaglianze per reddito di base e per la coesione solidale sancita dalla Costituzione contro il dilagare delle forze politiche antimeridionali. Il nostro modello di Fronte è molto distante da modelli secessionisti che si agitano da Nord a Sud.

La nostra ambizione e lavorare fianco a fianco con movimenti, associazioni, con la gente del Sud, uomini e donne impegnati da anni nelle dinamiche di lotta ambientali, sociali, per il lavoro, nel continuismo dicotomico capitale – vita, per rilanciare un meridionalismo classista di lotta di liberazione e di riscatto, in questo sud, il Mezzogiorno d’Italia, luogo di millenaria cultura euromediterranea, “ponte” del Mediterraneo di scambi di cooperazione, di pace e solidarietà e di prosperità di tutti i popoli che vi si affacciano.

Primi firmatari

Andrea Balia

Imma Barbarossa

Stanislao Balzamo

Antonio Bianco

Mario Bria

Luca Cangemi

Maria Rosaria Ciao

Massimo Cogliandro

Giovanni Colangelo

Natale Cuccurese

Giovanni Cutolo

Michele Dell’Edera

Anna D’Ascenzio

Emiddio de Franciscis di Casanova

Francesco Di Lieto

Ciro Esposito

Silvana Fumo

Tonia Guerra

Giuseppe Lipari

Maria Lubrano

Salvatore Lucchese

Antonio Luongo

Alessia Magliacane

Rino Malinconico

Nicola Manfredelli

Giovanni Maniscalco

Loredana Marino

Natale Mascolo

Domenico Metaponte

Francesco Musumeci

Enrico Panini

Bruno Pappalardo

Felicia Renna

Valentino Romano

Filippo Romeo

Gerardo Rosania

Antonio Rosato

Giovanni Russo Spena

Fabrizio Santarsiero

Luca Sardone

Valentino Simone

Giuseppe Spadafora

Simona Suriano

Massimiliano Vaccaro

Raffaele Vescera

Pasquale Voza

 

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