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Guardia Costiera

Naufragio di migranti nel Crotonese, decine le vittime

Una nuova tragedia dei migranti davanti a una spiaggia italiana, stavolta calabrese. Nel Crotonese a Steccato di Cutro, un barcone con a bordo probabilmente un centinaio di migranti non ha retto al mare agitato andando a finire contro gli scogli.

Al momento i cadaveri recuperati sarebbero oltre 30

Roberto Occhiuto
Roberto Occhiuto

, tra cui quelli di molti bambini ma il bilancio rimane ancora provvisorio. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza, Guardia Costiera, la Croce Rossa ed i Vigili del Fuoco che avrebbero salvato circa 50 persone. Il barcone, trasportava persone in arrivo da Iran, Pakistan e Afghanistan.

 

Il commento del Presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto

“Un barcone che trasportava migranti si è spezzato, a causa del mare in tempesta, davanti alle coste calabresi di Steccato di Cutro, a una trentina di chilometri da Crotone. Decine e decine di morti annegati, tra di loro anche bambini, tanti i dispersi. La Calabria è in lutto per questa immane tragedia. La Giunta regionale esprime sincero cordoglio per le vittime di questo naufragio. Ringrazio coloro che si stanno adoperando per tentare di trovare dei superstiti e per assistere i sopravvissuti, condotti nei vicini presidi ospedalieri e nel Cara di Isola di Capo Rizzuto. In queste ore sono in campo i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di finanza, la Guardia costiera, i Vigili del fuoco, la Croce Rossa, la Capitaneria di porto, la Protezione Civile.

In Calabria nel 2022 sono arrivati circa 18mila immigrati clandestini, la stragrande maggioranza dei quali a Roccella Jonica, un Comune in provincia di Reggio Calabria diventato ormai punto di approdo delle rotte illegali dei mercanti di esseri umani. I calabresi – un popolo che ha conosciuto il dramma dell’emigrazione – hanno accolto questi migranti, senza alzare polveroni e senza causare tensioni, ma la situazione sta davvero diventando ingestibile.

Cosa ha fatto l’Unione europea in tutti questi anni? Dov’è l’Europa che dovrebbe garantire sicurezza e legalità? Che fine hanno fatto le operazioni di dialogo con i Paesi d’origine dei migranti? Tutte domande che, purtroppo, ad oggi non hanno alcuna risposta. E chi sta nei territori, a stretto contatto con la realtà di tutti i giorni, è costretto a gestire le emergenze e a piangere i morti”.

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