Che rapporti intercorrono tra il comune di Colosimi e la ‘ndrangheta del crotonese? È questa la domanda a cui una commissione antimafia operativa da ieri nominata dal prefetto di Cosenza, Giafranco Tomao, delegato dal Ministro dell’Interno, dovrà rispondere prima possibile, facendo luce su tutta una serie di aspetti irrisolti del centro situato nel cosentino. La questione è serissima per il comune e si inserisce nell’ambito dei risultati condotti dall’inchiesta denominata “Stige” riguardante il potere esercitato dalla malavita ‘ndranghetista crotonese su alcuni centri della zona cosentina.

In particolare la commissione nominata dal prefetto dovrà accertare la situazione in cui versa Colosimi e i suoi rapporti con i malavitosi arrestati affiliati alla cosca di Cirò Marina. A essere sospettati alcuni amministratori e dipendenti dell’ente comunale tra cui spuntano i nomi di Pasquale Spadafora, Paolo Maletta, Bruno Tucci, Luigino Comberiati e Vincenzo Zampelli. Sarebbero questi ultimi, in particolare, ad essere accusati di aver turbato un’asta risalente a maggio del 2015 riguardante la vendita di legno boschivo di proprietà comunale.
Maletta, in quanto geometra del comune di Colosimi, mediante relazioni con Spadafora, Comberiati, «anche per interposta persona» avrebbe favorito questi ultimi affinché si aggiudicassero la gara. Il favoreggiamento sarebbe avvenuto mediante la rivelazione di informazioni assolutamente top secret ai due riguardanti ad esempio le altre ditte interessate alla gara tra cui quella di un titolare soggetto a minacce. Spadafora e Comberiati, invece, si sarebbero occupati di trovare un partecipante fittizio alla gara, rivolgendosi a Tucci e Zampelli, titolari di “La Quercia Srl”, infine vincitrice. Quest’ultima avrebbe dovuto svolgere i lavori a patto che le attività venissero pagate anche della ditta boschiva “F.lli Spadafora S.r.l.” di San Giovanni in Fiore e da Comberiati.
A comporre la commissione un entourage di esperti tra cui il vicequestore aggiunto di Cosenza, Giuseppe Zanfini il quale grazie al lavoro condotto negli anni di carriera ha fornito un valido apporto nella Squadra Mobile di Cosenza per l’indebolimento del potere esercitato dalle cosche attive nella zona metropolita in particolare della cosca “Rango-Zingari”; Vito Turco, viceprefetto aggiunto a Cosenza e Francesco Trotta, responsabile del settore tecnico provinciale di Cosenza, coordinata dal provveditorato interregionale alle opere pubbliche Sicilia-Calabria di Catanzaro.
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