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Facce Da Città 60esima puntata con Nestore Verre, cantautore - CosenzaPost

Nestore Verre si racconta a “Facce da Città”: la musica oltre l’algoritmo

Nella 60esima puntata di “Facce da Città”, Nestore Verre lancia il suo messaggio contro gli stereotipi e si prepara al grande live del 3 luglio

In un’epoca dominata dall’algoritmo, dalle visualizzazioni a tutti i costi e dalla logica del “cotto e mangiato”, c’è chi sceglie ancora di far parlare i battiti del cuore prima dei numeri. Quel qualcuno è Nestore Verre, cantautore cosentino e “figlio degli anni ’90”, che è stato il protagonista della 60esima puntata di Facce da Città, il salotto di CosenzaPost condotto da Marcello Romanelli e Maria Rosaria Rizzuti.

Un’intervista intima, a tratti nostalgica, che ha offerto uno spaccato autentico di un artista da sempre guidato da un’innata urgenza espressiva e da uno spirito di sana ribellione ereditato dal grunge.

L’unicità contro gli stereotipi: il viaggio nelle scuole

Al centro della chiacchierata c’è il fortissimo legame di Verre con il pubblico più giovane. Il suo singolo Unici, uscito circa dieci mesi fa, è diventato il manifesto di un tour speciale che ha toccato i banchi di scuola, portando la musica direttamente agli studenti.

“Abbiamo voluto proporre il progetto ai ragazzi perché affronta una tematica fondamentale: l’unicità dell’individuo, oggi troppo spesso sopraffatta dai cliché e dagli stereotipi che la società ci propina”, ha spiegato il cantautore, ricordando con visibile emozione la straordinaria risposta avuta sia dagli studenti che dai docenti durante i live al Teatro Garden.

Un inno a difendere la propria identità e il proprio DNA, lontano dalle dinamiche omologanti dei moderni talent show, che Verre non demonizza, ma di cui contesta fermamente “l’attaccamento morboso ai numeri” che rischia di spingere i più giovani a scimmiottare chi è già arrivato.

Dal sogno di Sanremo all’ispirazione “incontaminata”

Autodidatta per vocazione, poi affinato dallo studio e dalla disciplina del palco, Nestore Verre ha ripercorso le tappe di una carriera coerente, iniziata ufficialmente molti anni fa (il suo brano Sossativa risale al 2011). Nel suo passato c’è anche un Sanremo sfiorato per un soffio nel 2006 con il brano La Luna, all’epoca dei provini storici con Pippo Baudo.

Nonostante diriga un’agenzia di comunicazione, Verre rivendica una separazione netta tra business e arte: “Non mi sono mai sognato di mettere la musica a disposizione del marketing, semmai il contrario”. Un’indipendenza che si riflette nelle sue influenze culturali, che spaziano da William Blake a Nietzsche, fino al mito assoluto e “intoccabile” di Michael Jackson.

L’appuntamento: il 3 luglio all’Anfiteatro di Castrolibero

L’intervista si è chiusa con lo sguardo rivolto al futuro immediato. Il prossimo venerdì 3 luglio, Nestore Verre tornerà finalmente ad abbracciare il suo pubblico in grande stile con un concerto ufficiale all’Anfiteatro “Tieri” di Castrolibero.

E se proprio si deve cedere alla logica delle cifre, i primi riscontri sono già entusiasmanti: oltre cento biglietti polverizzati in pochissimi giorni, quasi senza promozione. Un risultato che certifica l’affetto della città per un artista che ha deciso di rimanere direttore artistico di se stesso e delle proprie emozioni.

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