Il seggio dove si esercita il voto libero e segreto è un’ara sacra, un’istituzione fondamentale della democrazia rappresentativa, e per questa sua funzione non può non essere come “la moglie di Cesare” al di sopra di ogni sospetto.
I celebranti e garanti di questo sacro diritto, gli scrutatori, non possono e non devono sollevare sospetti di interessi particolari né tantomeno essere prescelti da un rituale nominativo che male odora di voto di scambio.

È vero che a Cosenza non si vota in questo turno ma la deleteria procedura va abolita per sempre, anche per la mortificazione di sentirsi prescelti per il valore di un paio di scarpe!
Ecco perché già ieri abbiamo proceduto a sorteggiare in diretta social i nomi che oggi avremmo sottoposto al voto per la nomina, insieme al Consigliere Luberto e all’Assessora Incarnato, presidente della Commissione elettorale, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata.
Dopo una casistica di numerose procedure infrattive constatate dal Parlamento, dalle Regioni e dai TAR, finalmente si sta lavorando ad una legge, approvata già da un ramo del Parlamento, che consentirà di sorteggiare gli scrutatori a garanzia di tutti i candidati che non intendono sfruttare questi espedienti e degli stessi cittadini che vogliono avere una qualche libera chance di esercitare il ruolo in oggetto.
Stupisce che una città come Cosenza non abbia dato l’esempio virtuoso della discontinuità anche in questo campo, mentre tanti piccoli Comuni hanno provveduto prima e autonomamente senza doppi giochi di scarsa credibilità, che qui coinvolge l’attuale maggioranza, uno dei cui membri designati ha preferito ricorrere al vecchio metodo e che non può essere considerato come una mera scelta “a titolo personale”.
Pensiamo che questo rappresenti un ennesimo esempio delle difficoltà che incontra il Sindaco nell’assicurare, insieme alla stessa maggioranza che lo ha sostenuto ed ora lo accompagna, quella discontinuità dalle pratiche del passato di cui questa Città ha estremo bisogno.
Aldilà dei singoli interessi, evitiamo a Cosenza che altri poteri dello Stato debbano intervenire sulla materia con poteri d’indagine più penetranti della semplice Commissione elettorale.
Ricordiamo, infine, l’impegno assunto pubblicamente in campagna elettorale, di ridurre il numero delle sezioni per impedire il rischio di un controllo quasi puntuale del voto, che ne potrebbe escludere purtroppo il libero esercizio.
Così in una nota Bianca Rende, Capogruppo BRS e componente commissione elettorale comunale.
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