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occhio

Nuove cure per il cheratocono, malattia che colpisce molte persone al sud

Il cheratocono, una malattia degenerativa della cornea incurabile, colpisce ogni anno centinaia di persone, specie tra i 16 e i 30 anni e porta al trapianto di cornea ma da qualche tempo la medicina sembra aver dischiuso nuovi orizzonti

Immaginate che quanto è scritto non riusciste a leggerlo neanche con gli occhiali appiccicati allo schermo.
Immaginate che le luci dell’autostrada assomigliassero tutte ad amplificazioni di code di comete celestiali che percorrono le corsie,inseguendovi come foste ladri.
Immaginate che tutto vi apparisse ovattato come in una nube di che vi impedisce di riconoscere i volti delle persone.
Immaginate di vivere su una nuvola, dove la realtà è tutta “sfocata”.

Nuove cure per il cheratocono, malattia che colpisce molte persone al sud
Nuove cure per il cheratocono, malattia che colpisce molte persone al sud

Non è immaginazione ma realtà per i malati di cheratocono, una patologia oculare che colpisce la cornea, annoverata come rara ma che nel sud Italia tanto rara non e’, dato che sono centinaia le persone che ogni anno si sottopongono ad interventi di chirurgia refrattiva per migliorare la propria condizione visiva.

Il cheratocono, per dirla in breve, riguarda un progressivo “assottigliamento” e “sfilacciamento” della superficie corneale, corresponsabile della visione.

Anche se in realtà una cura definitiva non esiste, perché la malattia segue un iter degenerativo, sono molte le cure che oggi sono a disposizione per rallentare o se si è fortunati bloccarne il progredire, con buoni risultati specie nelle prime fasi, quando la visione non è ancora pessima.

Se fino a pochi anni fa, infatti, l’esito naturale del cheratocono era il trapianto di cornea, oggi è possibile tentare con ottime possibilità di riuscire, con varie soluzioni che ritardano il momento del trapianto o addirittura lo evitano :utilizzo di lenti a contatto specifiche (tipiche sono le rigide ma da poco sono state introdotte anche le ibride e le morbide), interventi come il cross linking (una manna dal cielo) che si effettua attraverso diverse tecniche, introduzione di anelli che tendono ad appiattire la cornea e a rimodulare il “cono”.

Interventi che possono essere effettuati solo secondo una determinata tempistica e secondo determinati parametri e, spesso, molto costosi al punto che non possono essere sostenuti da tutti i malati, considerati solo parzialmente disabili dalla legge, nonostante le innumerevoli difficoltà legate alla malattia, specie nelle fasi più avanzate e in caso poco gestibili.

Sono molte le cause che sarebbero all’ origine della malattia che colpisce specie i giovani tra i 10-30 anni e che pure essendo ritenuta rara, nel meridione e specie in Calabria ha un ‘incidenza notevole, probabilmente per cause legate a un’ eredità genetica.

Ciò che sconvolge in relazione al cheratocono è, purtroppo, la difficoltà di una diagnosi precoce: infatti nonostante le avanzate strumentazioni, la malattia viene, spesso, scambiata per una semplice miopia associata ad astigmatismo. Ciò vuol dire che molti casi vengono giudicati affetti dalla patologia solo quando non sono più applicabili soluzioni diverse dal trapianto.

Una maggiore prevenzione, attraverso un’indagine topografica è una visita accurata, può, quindi, essere ottimale per salvaguardare la salute oculare.

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