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O capitano, mio capitano: Angelo Corsi, cosentino acquisito

Quando la scorsa estate, agli albori della stagione 2017/18, in quel di S.Giovanni in Fiore, la squadra decretò all’unanimità Angelo Corsi come capitano rossoblu, qualcuno storse il muso. Forse perché sulle sue doti balistiche i supporters bruzi si sono sempre divisi: da una parte la schiera dei detrattori, dall’altra, più nutrita, il gruppo dei suoi accaniti sostenitori.

Ma prima facciamo un passo indietro. C’era da colmare un buco, lasciato dalla partenza di alcuni pilastri dell’organico come Blondett, Tedeschi, Caccetta (che il ruolo di capitano lo aveva ricoperto nelle ultime due stagioni), e Marco Criaco, anche lui come gli altri meritevole di aver collezionato più di 100 gettoni di presenza con la gloriosa casacca ma diventato un’entità aleatoria, non a caso il buon “Ciri” a campionato in corso ha deciso di buon grado di fare le valigie e trasferirsi nella bella Malta.

Angelo Corsi (photo Mannarino)
Angelo Corsi (photo Mannarino)

A chi assegnare la fascia? In ballottaggio, tra i più fedeli a questo club, rimanevano proprio lo stesso Corsi e Statella. Non conosciamo i motivi che hanno portato a preferire uno rispetto all’altro, ma di certo il numero 2 dei lupi ha accettato di buon grado l’investitura decidendo di caricarsi dell’enorme responsabilità. A lui spettava da subito il compito più arduo, restituire un’anima ad una squadra spesso tacciata nello scorso torneo di aver smarrito grinta e mordente. In quante partite, sia nella gestione Roselli che in quella De Angelis, si è visto un Cosenza arrendevole e opaco? Gli esempi a tal riguardo non si contano nemmeno sulle dita di una mano.

Così Angelo si rimbocca le maniche e si tuffa a capofitto nella nuova veste di faro della squadra con un obiettivo ben preciso, incarnare la sua cosentinità acquisita. Purtroppo la prima in campionato con la fascia al braccio è da dimenticare: a Monopoli, con i rossoblu sotto per due reti a uno, rimedia una sciocca espulsione a dieci minuti dal termine lasciando i suoi in inferiorità numerica e stroncando le residue speranze di acciuffare quantomeno un pari.

Una sciocchezza pagata a caro prezzo con la sconfitta e due turni di squalifica, ma da quel giorno capitan Corsi impara a fare tesoro di quell’errore e cresce, soprattutto in termini di personalità, di partita in partita, fino ad arrivare ad oggi. È un Cosenza totalmente diverso da quello timido, arruffone e impacciato delle prime giornate. Adesso i lupi sono incazzati, grintosi, ardono di furore agonistico e si riconoscono nel carisma del calciatore di Ferentino.

Si scatena la rissa: il capitano si schiera a protezione della squadra (photo Mannarino)
Si scatena la rissa: il capitano si schiera a protezione della squadra (photo Mannarino)

Motivo di orgoglio per i tifosi che lo vedono correre a difesa dei compagni vittime di interventi poco ortodossi da parte degli avversari, che si esaltano nel sentirlo alzare la voce con il direttore di gara, che si beano quando, come sabato scorso contro il Monopoli, si consuma fino allo sfinimento per dare il suo contributo.

Finalmente Cosenza ha un capitano, che è capitano sulla carta e fa il capitano anche nei fatti. Angelo Corsi è la scelta giusta, ora anche gli scettici se ne sono convinti, per tutti è diventato “Angioluzzu”.

Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

Immagine di copertina dell’articolo IlCosenza.it.

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