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Ospedale di Paola, i pazienti per protesta urinano nei corridoi

Protestano contro i disservizi dell’ospedale, i pazienti che ieri hanno urinato nei corridoi

Medici ed infermieri del reparto di Medicina Generale dell’ospedale di Paola, hanno constatato il dissenso degli utenti che ieri, per protesta, hanno trasformato i corridoi del reparto, in un urinatoio.

Ospedale di Paola
Ospedale di Paola

Proprio l’ospedale, che dovrebbe essere il posto più pulito ed asettico, tale da ospitare i malati che dovrebbero stare lontani da infezioni e batteri, si è trasformato ieri in un bagno pubblico.

I pazienti infatti, hanno orinato nei corridoi del reparto di Medicina Generale, come probabile forma di protesta, nei confronti del servizio “insufficiente” offerto dalla struttura ospedaliera.

E così non è stato difficile stabilire lo scarsissimo grado di soddisfazione del “cliente”, che – nel caso di un ospedale – dovrebbe ricevere la massima attenzione, ed un servizio impeccabile, sempre.

L’accaduto, è stato letto come una “singolare protesta” contro la carenza di personale, che non garantirebbe livelli di assistenza adeguata alle necessità dei pazienti ricoverati nel reparto, che si traduce in cura ed “assistenza” spesso deficitarie.

Fatto sta che la carenza del personale è un problema grave che emerge anche dall’intervento della Uil che ha sottolineato come nei turni notturni vi è un solo infermiere che è costretto nell’ardua impresa di occuparsi “da solo” di circa 20, 30 pazienti ricoverati.

E la stessa Uil che sottolinea la necessità urgentissima di assumere altri infermieri e operatori socio-assistenziali, e poi regolarizzare il personale a 18 ore, portandolo a 36. Inoltre – come la Uil chiede – andrebbero inquadrati tutti gli ausiliari che hanno svolto il contratto di OSS, e poi procedere al concorso per il comparto di tutti i coordinamenti, e di tutte le unità operative ad oggi scoperte.

Perché lo spiega bene, la Uil: “I dipendenti attendono da oltre 10 anni un passaggio di fascia, e sono stanchi di essere costretti a svolgere turni massacranti, rinunciando anche a ferie e riposi”.

Basterebbero queste serie motivazioni, per giustificare il “disservizio” che si registra nell’ospedale di Paola e di conseguenza il gesto dei pazienti che hanno “protestato” costringendo i già oberati dipendenti, a ripulire il reparto, riportando così l’asetticità in corsia.

 

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