Tra sindaco Flavio Stasi e l’Anas sarebbe in essere un vero e proprio braccio di ferro che avrebbe paralizzato l’iter della S.S. 106
Nella mattinata di venerdì 29 giugno abbiamo incontrato presso la direzione generale di Anas a Roma il commissario straordinario per la Strada Statale 106 Massimo Simonini. Ci siamo confrontati sull’iter di progettazione del nuovo tratto di strada da Sibari a Mandatoriccio, con un particolare attenzione all’attraversamento del comune di Corigliano-Rossano. Dall’incontro sono emersi degli aspetti decisamente inquietanti per il nostro territorio, che abbiamo il dovere di comunicare ai cittadini.

Questo estenuante braccio di ferro tra sindaco e Anas ha di fatto paralizzato l’iter dell’opera, con il risultato che i circa 200 milioni di euro già stanziati per il tratto Sibari-Mandatoriccio sono nel frattempo stati “distratti” dal governo Draghi e utilizzati per coprire l’aumento dei costi dovuti all’aumento dei prezzi delle materie prime relativi a cantieri già in corso di realizzazione.
Non solo: il fatto che il nostro tratto di strada non fosse neanche vicino all’inizio della gara di appalto, ha fatto sì che venisse persa anche la possibilità di avere una seconda tranche di finanziamento, che è stata invece destinata ad altri tratti della S.S. 106 sui quali esiste già convergenza dei sindaci. In sostanza, da un potenziale di 500 milioni, il tratto Sibari-Mandatoriccio si ritrova oggi a essere a zero. Non solo si è mancata l’occasione di avere il nuovo finanziamento, ma si è anche persa la prima parte che era considerata già acquisita.
Ora, lungi da noi l’idea di volere negare al sindaco di una città da quasi 80.000 abitanti il diritto di negoziare con Anas per ottenere una strada che sia la migliore possibile alle migliori condizioni possibili. Ma sia chiaro che avanzando richieste irrealistiche, che prevedono per esempio l’attraversamento e la devastazione di zone collinari, o la realizzazione di gallerie sotterranee dalla dubbia compatibilità idrogeologica, si rischia di perdere per i decenni a venire il progetto e la possibilità di ottenere le relative risorse. A parere di chi scrive, la soluzione progettuale proposta da Anas è un equilibrato compromesso che rispetta la vocazione del nostro territorio, minimizza l’impatto ambientale, ottimizza i costi, e rende un servizio ai centri urbani perché li rende facilmente raggiungibili. Per questo continueremo a collaborare con le Istituzioni preposte, o almeno con quelle che hanno intenzione di farlo, per evitare che resistenze strumentali e francamente poco comprensibili possano far perdere al nostro territorio l’ennesima occasione.
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