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Peperoncino Jazz Festival 2019: la sessione primaverile sbarca a New York

Diamante (CS) – Quando il prodotto culturale è genuino e soprattutto spinto da incrollabile passione, ecco che i confini diventano labili e qualsiasi obbiettivo non precluso. E’ il caso del Peperoncino Jazz Festival che in anteprima per questa testata presenta i dettagli della sessione primaverile che si terrà dal 20 al 26 maggio prossimi nientepopodimenoche in uno degli altari di consacrazione del jazz internazionale, New York.

Peperoncino Jazz Festival a New York

Abbiamo intervistato in esclusiva Sergio Gimigliano, direttore artistico del Festival, più volte nominato miglior direttore artistico nel referendum della popolare della rivista ‘Jazzit’, nonché cuore pulsante di quella che nel corso degli anni è diventata una realtà nostrana da imitare

Dai murales di Diamante ai grattacieli della Grande Mela. Quanti passi da gigante ha fatto Il PJF?

La prima edizione dell’evento, denominato Peperoncino Jazz Festival > New York Session, nasce dall’esperienza pluriennale dell’Associazione Culturale Picanto, ideatrice ed organizzatrice del Peperoncino Jazz Festival, evento jazzistico tra i più importanti d’Italia (più volte vincitore del Jazzit Award come miglior festival jazz d’Italia, ndr), giunto quest’anno alla sua 17° edizione. Il festival fa parte di I-JAZZ, associazione dei migliori festival Jazz italiani. L’evento internazionale in oggetto si terrà a Manhattan, New York City, nel mese di maggio 2019.

Come si svolgerà la jazz session primaverile?

La formula organizzativa del Peperoncino Jazz Festival > New York Session sarà quella di un festival di sette giornate costituite da concerti, workshop, incontri tematici e mostre. A questi sarà abbinata una nutrita serie di eventi correlati atti a promuovere il made in Italy: dall’enogastronomia, alla moda, al turismo. Tutte le serate saranno aperte da una degustazione/cena a base dell’eccellenze enogastronomiche italiane.

Come è nata l’idea di solcare l’Atlantico per portare un festival calabrese a legittimarsi laddove il jazz è nato?

L’evento ha come obiettivo primario quello di promuovere la cultura italiana e, quindi, la sua musica, far conoscere la filosofia italiana del buon vivere, le eccellenze enogastronomiche e ‘sdoganare’ il jazz italiano ma, soprattutto, i jazzisti italiani. All’attualità l’Italia è, senza ombra di dubbio, uno dei paesi più attivi del settore jazz internazionale (sicuramente il primo in Europa per qualità e quantità dei musicisti e festival), tuttavia, soffre ancora dell’assenza di una vera promozione dello stesso verso l’estero, di una visione generale. Crediamo ci sia tanto da fare, i margini di crescita nella promozione del made in Italy sono enormi, specialmente in USA. Bisogna solo trovare la breccia ed un evento culturale può certamente aiutare.

Quali sono le location e come si strutturerà? Toccherà alcuni luoghi storici del jazz newyorkese?

Il PJF NYC Session sarà un festival itinerante per Manhattan. Coinvolgeremo location istituzionali, jazzistiche e del Made in Italy come: Istituto Italiano di Cultura del Consolato Italiano, Casa Italiana Zerilli-Marimò, Steinhardt New York University, Birdland Jazz Club, Eataly Downtown e Rizzoli Book Store.

Ci svela chi salirà sul palco del PJF?

I concerti newyorkesi vedranno esibirsi alcuni dei più rappresentativi jazzisti italiani (tra i quali Danilo Rea e Roberto Gatto), una rappresentativa di giovani talenti (Elio Coppola, Luca Santaniello, Roberta Gambarini) ed alcuni dei più prestigiosi jazzisti americani, molti di origine italiana, tra i tanti Brian Blade, Chris Potter ed altri. A questi nomi abbineremo una prestigiosa schiera di artisti italo-americani, uno si tutti, John Patitucci (tra le sue collaborazioni spiccano Chick Corea, Wayne Shorter, Norah Jones, James Taylor) che farà da padrino all’evento in qualità di co-direttore artistico del festival accanto a me. Durante la sette giorni newyorkese sono previsti degli incontri didattici (seminari, workshop) presso la prestigiosa Steinhardt New York University, partner dell’evento. Il tutto è finalizzato a creare connessioni e confronti atti a stimolare progetti artistici condivisi e attività costanti di internazionalizzazione.

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