Selvaggia Lucarelli sposa la causa dei tanti calabresi che percorrono il ponte di Celico, oggetto nei giorni scorsi di un video realizzato da Alessia Principe e diffuso dalla pagina FB “Cosenza”, che esprime tutta la drammaticità delle condizioni in cui versa
Selvaggia Lucarelli prende a cuore la Calabria, lo aveva fatto anche di recente a dire il vero, quando criticò aspramente la campagna pubblicitaria della Regione diffusa su una rivista turistica di Ryanair.

Oggi l’opinionista e conduttrice televisiva nonché blogger, conduttrice radiofonica, attrice e scrittrice si ripete condividendo l’appello dei calabresi e specialmente dei cosentini che stanno esprimendo le proprie paure commentando e condividendo un video realizzato dalla giornalista Alessia Principe e diffuso dagli autori e gestori della pagina FB Cosenza, che in pochi giorni è stato visualizzato da oltre 170.000 volte.
La nota opinionista però ha rafforzato l’appello dei calabresi, correlando il suo post su FB di immagini e chiamando in causa il Premier italiano Matteo Renzi, che proprio nei giorni scorsi è intervenuto in Calabria ribadendo che la SA-RC sarà consegnata il 22 dicembre prossimo e che la SS 106 sarà interamente ammodernata seguendo tutti i canoni della sicurezza stradale.
La lettera di Selvaggia Lucarelli
“Caro Matteo Renzi,
quando lei arriva col suo Air Force Renzi a Fiumicino, che strada fa per arrivare a Palazzo Chigi? Immagino faccia la Roma-Fiumicino, poi l’Aurelia, poi che so, Mura vaticane, Cola di Rienzo, via del Corso, Piazza Colonna. Ecco. Forse dovrà vedersela con qualche buca, al massimo. O col traffico. Ma tanto lei mette la sirena, che je frega. Bene. Lei si immagini invece di dover percorrere un ponte. Un ponte a qualche centinaio di metri da terra dall’aria sinistra, vetusto, con una crepa centrale che lo taglia in due e che costringe la sua auto blu a fare qualche montagna russa perché la strada presenta avvallamenti all’altezza di quella crepa.

Immagini di dover avere paura ogni volta che va a Palazzo Chigi o a casa sua a Firenze o sulla neve a fare il figo sulla pista nera. Paura di morire perché qualcuno si è dimenticato di quel ponte. Sa perchè le dico questo Matteo Renzi? Perché in Calabria c’è un ponte, il ponte di Celico (o viadotto Cannavino) che fa paura a tanta gente. E sa, non è un ponte secondario su cui passano un carretto e qualche gregge di pecore ogni tanto. È un’arteria tra le più importanti della Calabria e la percorrono persone che vanno a lavorare, turisti che visitano la Sila, le coste e le tante bellezze della Calabria, studenti che vanno all’Università di Cosenza, insomma, quelle persone normali che poi piangiamo quando vi svegliate troppo tardi. Che non hanno, metaforicamente e non, un’altra strada da percorrere per salvarsi la pelle.
E allora Matteo Renzi le chiedo una cosa a nome dei tanti calabresi che mi hanno chiesto di aiutarli a parlare di questo ponte, di questa paura, di questa tragedia annunciata. Non vada al sud a presenziare ai funerali di gente che è morta perché si poteva fare di più in fatto di sicurezza o di manutenzione o di controlli o di prevenzione o di quello che vuole lei. Non vada a fare il gradasso annunciando lavori su tratte che sono buone per i titoli in prima pagina. Vada in quel sud di cui non si ricorda nessuno e ci vada prima che le cose accadano. Vada ad ascoltare i vivi, non a piangere i morti. Digiti su Google “ponte di Celico paura” e scoprirà che i calabresi con petizioni, filmati, articoli sui quotidiani e siti locali la loro voce stanno cercando di farla sentire in tutti i modi. Scoprirà che si’, ci sono state mezze promesse, l’anas che riconosce la necessità di un intervento ma resta vaga, Delrio che se ne è vagamente occupato a marzo con una firma su un documento e poi nulla, la protezione civile che aveva già monitorato il ponte nel 2006 (10 anni fa!) perché qualcosa non andava e infine il succo della questione che è, sembra, “ci muoviamo nel 2017 se ci sono i soldi”. Nel frattempo su quel ponte tanti calabresi e non continuano a passare col cuore in gola, non vedendo l’ora di sentire le ruote della loro macchina toccare un asfalto che non sia sospeso nel nulla.
Ci pensi, mentre va a Palazzo Chigi lamentandosi di qualche buca per cui ora, per giunta, può pure dare la colpa alla Raggi.”
https://www.facebook.com/cosenza/videos/10153906242587956/
Vai al contenuto




