Il Tribunale del Riesame ha accolto la richiesta presentata dagli avvocati del Comune e finalmente tutti quelli che lavorano nella struttura, oltre ai diportisti, possono ricominciare la loro attività
Finalmente un po’ di luce e soprattutto di speranze concrete per tutti gli operatori che lavorano nel porto turistico di Amantea. Dopo la loro protesta pubblica di martedì scorso, civile ma ferma, il Tribunale del Riesame di Paola ha deciso di restituire la struttura nelle mani del sindaco della città, ordinando il dissequestro della struttura.

Uno sviluppo in chiave positiva che è stato accolto con favore da tutta l’amministrazione comunale, ma soprattutto da chi con il porto ci vive, a partire dai pescatori e dagli operatori portali, oltre che i diportisti che solitamente fanno scalo ad Amantea. Erano praticamente fermi dal 23 giugno quando con provvedimento del Gip, Carmine De Rosa, che faceva seguito alla richiesta firmata dal Procuratore Capo della Repubblica di Paola, Bruno Giordano, il porto era stato sigillato perché
mancava il collaudo tecnico-amministrativo oltre che per una serie di irregolarità evidenziate dall’inchiesta effettuata dalla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia.
Sin da subito l’attuale amministrazione comunale si era opposta con la presentazione al Tribunale del Riesame, tramite l’avvocato Nicola Carratelli, di un’istanza di dissequestro. Una decisione rapida, visto che l’udienza si è tenuta mercoledì e nel giro dio un giorni è arrivato il provvedimento, del quale ancora però non conosciamo i contenuti. In ogni caso rappresenta uno spiraglio importante per far riprendere in pianta stabile il lavoro nel porto di Amantea
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