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Pranzo di Natale a Cosenza: vado dai vegani o a casa di nonna?

Stamattina sono stato svegliato da una telefonata di mia nonna che mi chiedeva se il cenone della vigilia di Natale lo avrei trascorso con tutti gli altri parenti a casa sua. Manifestandole il mio stupore visto che mancano due mesi all’evento le ho detto che probabilmente quest’anno avrei fatto qualcosa di diverso. I motivi di tanto anticipo con cui la domanda mi veniva posta vi saranno chiari più avanti

vegani-vs-nonnaNel frattempo cercavo di capire come quella serata poteva essere diversa da come mi veniva prospettata da mia nonna e come un flashback ripercorrevo tutte quelle volte che ero stato invitato a cena da amici le cui abitudini alimentari sono palesemente diverse dalle mie: ero stato infatti più volte invitato da vegani e sempre con molto garbo ma in maniera decisa avevo declinato l’invito.

Stavolta no… passerò il Natale con i vegani e mangerò vegano mi ripetevo tra me e me… Il tratto che divide casa mia dall’ufficio fu da me percorso con un senso di curiosità e inquietudine cosicché mi è venuto naturale accendere il pc andare sul web e documentarmi un po’… anche perché a Cosenza c’è una sorta di invasione… negozi per vegani, nei ristoranti menù per vegani, persino il mio cane è diventato vegano… insomma a Cosenza impazza la moda dei caraibici e del vegano.

Scopro subito che il Veganismo non è un movimento di extra-terrestri (sapevo che Vega era una stella) ne sono i seguaci di un personaggio di Dragon Ball ma più semplicemente uno stile di vita che rifiuta lo sfruttamento degli animali… la mia inquietudine sale all’idea che questi rifiutano che un maiale si possa trasformare in salsicce, preferendo una bacca (che scopro non essere la carne del  giocatore del Milan) a una cotoletta. Dopo un’ora di ricerca mi viene fame e mando giù un bel panino con mortadella ma mentre lo faccio mi sento in colpa.

Nel frattempo preannuncio a uno dei miei amici vegani la mia scelta di passare il Natale da lui… riprendo la mia ricerca e molte cose mi colpiscono: scopro che mangiano hummus , curcuma e cous-cous… tre parole con la doppia u dentro (prima sapevo solo upupa e ululare con la doppia u), tofu… ma saranno cibi sardi… Si ingozzano della più svariata quantità di semi (lino,soia, canapa, zucca )… ma è una semina o una cena mi chiedo? Ma non è il mangiare che do ai canarini???

Leggo cibi con nomi come  Seitan o Spirulina e mi vedo in farmacia con la mia ricetta medica a richiederne un flacone da 50 grammi.
Nel frattempo il mio amico mi invia una e-mail in cui si mostra felice per il mio approcciarmi al mondo dei Vegani e mi manda un elenco di cose che dice che potrebbe prepararmi per la sera che andrò a cena da lui: Hummus alla libanese ,Vol au vent ai funghi ,Palline di tofu speziato al curry, Tofumini al verde  Cous cous piselli e curry, Goulash di seitan con verdure, Cavolfiore besciamellato.

Stupito da tanta varietà rispondo alla sua e-mail manifestando apprezzamento per l’antipasto che voleva preparare… Scopro che è l’intera cena… Lo chiamo e gli dico: “scusami ma mia nonna ci rimane malissimo se non passo la vigilia di Natale con lei”.
Nel comporre il numero di mia nonna mi passano nella mente le immagini di quello che poteva essere e quello che sarà.

Per fortuna ho fatto in tempo… mia nonna necessita di due mesi per organizzare la cena e cucinarla… Il cenone della nonna sfamerebbe tranquillamente 6/7 famiglie per una settimana intera a pranzo e a cena… cosa credete, anche nonna è vegana a modo suo: di solito il 10 novembre inizia il giro nei campi della zona e opziona intere distese di rape con cui abbellirà tutto quanto è riuscito a preparare con un maiale… Per non parlare delle cipolline selvatiche preparate con le patate… nuotano nell’olio. Si potrebbe immergere un sub in quella bacinella d’olio per vedere se ci sono cipolline nei fondali. O per non parlare degli arancini di riso: di solito ci mettevamo d’accordo in quattro per dividerci un arancino anche perché mia nonna è precisa in quello che fa: ad esempio, il risotto lo prepara tenendo conto che una porzione equivale a un bicchiere di riso. Peccato che lei usi come bicchiere il boccale da litro.

E poi ci sono le pietanze le cui modalità di preparazione rimarranno segreti  come i segreti di Fatima… anche perché lei ti depista… ogni anno aggiunge qualcosa di diverso… per le polpette di carne ho contatto 32 ingredienti diversi. E se sopravvivi il giorno dopo ti aspetta perche c’è la lasagna.
Girano strane leggende sulla lasagna della nonna: di solita è composta di 8 strati ma nessuno è riuscito mai ad andare oltre il quinto. Si racconta in giro che il primo strato di lasagna venga steso nella teglia giorno 8 dicembre…
Per quanto riguarda i secondi di solito ci fa l’elenco di quali specie animali non sono finite in quell’occasione nelle sue pentole.
La mia giornata volge al termine… mi sento meglio perché so di avere fatto contenta l’unica donna che nonostante io abbia superato il quintale di peso da quando avevo sei anni riesce a guardarmi e con dolcezza dirmi: “Ca’ (Carmelo) ti vedo sciupato… ma non è che stai mangiando male in questo periodo?”… Grazie nonna!!!

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