Il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati è giunta questa mattina in Calabria per far visita alle zone interessate dall’alluvione che giovedì sera ha causato la morte della giovane mamma Stefania Signore, 30 anni, e del figlio Cristian, 7 anni.
Dopo essere sbarcata all’aeroporto di Lamezia la Casellati ha effettuato il sopralluogo nel luogo della tragedia e proprio in prossimità del letto del torrente che esondando ha travolto le vittime, al confine tra San Pietro a Maida e San Pietro Lametino, ha rilasciato delle dichiarazioni: «Sono qui per portare la vicinanza delle istituzioni a questa terra così martoriata ma soprattutto per dire basta al ripetersi di queste tragedie. Occorre un’azione forte da parte dello stato e per questo la Regione Calabria ha già indetto lo stato di emergenza. Un concetto questo giusto dal punta di visto giuridico ma di emergenza non si deve più parlare, è un termine che va bandito dall’agenda politica e istituzionale. Qui ormai si tratta di un pericolo costante e allora è necessario che si metta in atto un monitoraggio costante delle zone a rischio. Abbiamo statistiche inquietanti: negli ultimi 18 anni 36 alluvioni contro le 34 degli ultimi 50 anni. Significa che non sono fenomeni “emergenziali” o straordinari, il pericolo ormai è costante. Dobbiamo agire tempestivamente, oggi assistiamo quotidianamente a fenomeni atmosferici diversi dal passato, non si parla più di pioggia ma di bombe d’acqua. Non possiamo più ignorare questa situazione.»
Nel frattempo i Vigili del Fuoco, con l’ausilio di volontari e di un drone, sono impegnati notte e giorno nella ricerca del figlio più piccolo della donna, Nicolò, di 2 anni. Col passare delle ore e dei giorni e con il solidificarsi dell’ammasso di fango fuoriuscito dal torrente le operazioni si fanno sempre più difficili.
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