Polemica contro Coldiretti e CIA sulle contromanifestazioni. La nota del movimento indirizzata al governo di Giorgia Meloni e Francesco Lollobrigida e alla giunta regionale di Roberto Occhiuto e Gianluca Gallo.
Abbiamo appena saputo che alcune associazioni agricole di categoria, tra cui la Cia e la Coldiretti, si stanno adoperando per organizzare contromanifestazioni a Crotone e a Cosenza. Siamo molto compiaciuti che finalmente, dopo le nostre iniziative, si siano accorte che in Italia le cose non vanno affatto bene, contrariamente a quanto continua a dirci la presidente Meloni e, soprattutto, suo cognato, il ministro dell’Agricoltura. Ci saremmo aspettati che i dirigenti delle nostre associazioni ci chiamassero per fare fronte comune contro questo modo scellerato di gestire la nostra agricoltura da parte della politica nazionale e regionale. Ci siamo illusi.
A questo punto ci rivolgiamo a tutti i dirigenti della Coldiretti e delle altre associazioni, che forse hanno dimenticato da quale parte stare. Se davvero avete a cuore il futuro degli agricoltori, se davvero avete a cuore il lavoro degli agricoltori, unitevi a noi e manifestiamo tutti insieme il 24 di ottobre. Diamo un segnale chiaro alla politica e ai governi incapaci.
Era il 2024 ed eravamo a Roma. Dopo mesi di presidi e notti passate al freddo, siamo stati traditi con promesse, da parte del ministro, per l’occasione accompagnato dai rappresentanti della Coldiretti. Gli agricoltori non si fidano più delle promesse e delle bugie. Non ci fidiamo più di chi più volte ci ha ingannato.
Il 24 ottobre a Cosenza ci sarà una manifestazione pacifica da parte di una popolazione stanca, composta anche da tantissime famiglie che non ce la fanno più ad arrivare a fine mese, per dimostrare che l’attuale Governo è incapace di risolvere i problemi del nostro settore e, soprattutto, che gli attuali dirigenti delle nostre associazioni di categoria non sono all’altezza del compito chiamato a svolgere di rappresentare una categoria così nobile e orgogliosa come la nostra.
Siamo padri di famiglia che si battono per i diritti dei propri figli e non abbiamo paura di dire ciò che pensiamo e ciò che viviamo e, soprattutto, non abbiamo paura di chi ha dimenticato che le associazioni non sono nate per compiacere la politica, il ministro o l’assessore di turno, ma sono nate per rispettare e tutelare gli agricoltori onesti come noi. Ricordatevi che la politica cambia, gli assessori e i ministri passano, ma gli agricoltori restano.
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