Il consigliere anziano continua a ribattere a ogni colpo: “Occhiuto è decaduto e con lui tutta la sua burocrazia di nominati”

Di Natale non si stanca di ripetere che “Occhiuto è decaduto e con lui tutta la sua burocrazia di nominati. Non è un colpo di stato, non è una congiura è la semplice applicazione della legge e delle sentenze”. Nonostante ciò, con rammarico il consigliere constata che “chi dovrebbe essere garante di equilibrio e rispetto della legittimità degli atti, il Segretario Generale dell’Ente, le tenta tutte al fine di contribuire a far rimanere incollato alla poltrona Occhiuto e i suoi”.
Questo, nonostante alcune mancanze evidenti del Segretario che, ricorda Di Natale, “sia al Consiglio Provinciale del 20 maggio 2016 che a quello dello scorso 15 luglio risultava assente, nonostante invitato è diffidato a partecipare ai lavori. La stessa persona che invitava tutti ad aspettare l’esito del giudizio innanzi al Tribunale di Cosenza per avere le idee più chiare. Lo stesso Signore che invitava ad aspettare le decisioni del Consiglio di Stato per dissipare ogni dubbio. Lo stesso funzionario, retribuito, che rilasciava attestato (prodotto al Consiglio Di Stato) datato 10/06/2016 con cui con cui si affermava che Mario Occhiuto era ancora in carica. Lo stesso soggetto che oggi scrive al Ministero Interno, Ministero Affari Regionali, Prefetto contestando leggi, sentenze e l’atto di indirizzo del Ministero Affari Regionali”.
E siamo, ancora, all’ennesimo rimbalzo di responsabilità decisionali e di incastri burocratici. Secondo Gagliardi, infatti, Occhiuto resterebbe in carica in base allo Statuto dell’Ente; ma per il Consiglio di Stato, così non è, ha sottolineato Di Natale in risposta, girando anzi l’accusa: “Gagliardi è responsabile più degli altri di questa situazione che vive la Provincia di Cosenza. Un funzionario, pagato con i soldi pubblici, deve essere garante della legittimità amministrativa dell’Ente e non mi pare che il comportamento del Segretario Generale lo sia stato. Ho chiesto al Prefetto di adottare i provvedimenti disciplinari del caso e allo stesso tempo ho immediatamente scritto al Ministero Affari Regionali. Entro venerdì questa situazione deve volgere al termine.
Una Provincia,come quella di Cosenza,non può essere mortificata da una burocrazia malata e asservita al potere che considera le sentenze pezzi di carta senza alcun valore. Ora basta la misura è colma l’arroganza e la prepotenza non possono prevaricare le regole democratiche su cui si fonda lo Stato Italiano”.
Vai al contenuto




