A meno di sorprese il nome del candidato a Presidente della Provincia di Cosenza per il centrodestra dovrebbe arrivare da Forza Italia, al vaglio due opzioni “galliane”, Gianpaolo Iacobini o Biagio Faragalli e una “caputiana”, Irma Bucarelli
E’ Biagio Faragalli il favorito alla candidatura alla Presidenza della Provincia di Cosenza per il centrodestra?
E’ la domanda che si stanno ponendo un pò tutti anche perché il tempo sta per scadere, fra 13 giorni si dovranno presentare le liste.
Come risaputo, con il sistema del voto ponderato, mai come in questa occasione il candidato del centrosinistra, a meno di soprese nelle urne, è il favorito per la vittoria.
A tal proposito starebbero per salire le quotazioni del sindaco di Cosenza, Franz Caruso, anche perché proprio domenica scorsa il sindaco di Rende, Sandro Principe, ha sgomberato il campo da equivoci confermando di non essere interessato. Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano si era già espresso nella stessa direzione circa due mesi fa.
Fra le grandi città rimane quindi Caruso che però fra un anno dovrà competere nuovamente per la guida della città capoluogo di Provincia. Sostenere la sua candidatura alla Provincia equivarrebbe sostenerlo alle comunali del prossimo autunno. Ma se Caruso dovesse diventare presidente della Provincia e non dovesse vincere le comunali, allora sarà di nuovo necessario votare per le provinciali.
Un bell’impegno per tutto il centrosinistra che, salvo sorprese, correrà questo rischio, le grandi città ossia Cosenza, Rende e Corigliano-Rossano sono ad appannaggio del centrosinistra che quindi può contare su voti ponderati alti. Un’occasione ghiotta che potrebbe dare il via a un rinsaldato centrosinistra che, da questo risultato, potrebbe rinfrancarsi anche per gli appuntamenti elettorali del 2027, quando si voterà per le politiche.
Tornando alla domandona, la prima città per numero di abitanti governata dal centrodestra nella provincia di Cosenza è Montalto Uffugo che però condivide il valore del voto ponderato con Cassano all’Ionio, seppure conta un numero di abitanti inferiore a Montalto.
Non sarebbe ovviamente il numero di abitanti di una città a influenzare la scelta in questi casi, tuttavia in tal caso, la disputa sarebbe tra Faragalli e Iacobini. In alternativa il centrodestra rimanendo nell’alveo di Forza Italia, potrebbe puntare su Irma Bucarelli, sindaco di Mendicino, vicina al consigliere regionale Pierluigi Caputo, la quale non avrebbe ancora sciolto le riserve per una sua disponibilità ma ambienti vicini al suo entourage fanno trapelare che la sindaca stia facendo pretattica e che la sua disponibilità sia certa ed è già sul tavolo dei “decisori”.

La questione montaltese
Un discorso a parte lo merita il sindaco di Montalto Uffugo. Faragalli, giovane e ambizioso come la Bucarelli, è un tipo che non si pone limiti, figuriamoci.
Potrebbe quindi accettare la candidatura alla Provincia anche per spirito di appartenenza al suo partito, al suo capo politico Gianluca Gallo e perché no all’intera coalizione di centrodestra. Una candidatura che potrebbe essere avallata e sostenuta da Gallo in primis che per raccogliere oltre 30mila voti, vuol dire che ha referenti in moltissimi consigli comunali della provincia che possono dare una mano.
Il loro voto ponderato conterà di meno rispetto alle grandi città ma si punterebbe sulla quantità e perché no, anche su una sinistra non sempre coesa negli appuntamenti elettorali e combattuta nello scegliere se sostenere Caruso alla Provincia che equivarrebbe al sostegno per le comunali.
Montalto Uffugo è la roccaforte di Forza Italia in provincia di Cosenza e una precondizione messa sul tavolo da Faragalli potrebbe essere la richiesta di un impegno forte di tutto il centrodestra e fortissimo di Gallo.
Una sconfitta può essere anche accettata ma non una brutta figura, specie per un sindaco in carica da soli 18 mesi e di 40 anni di età.
Il suo potrebbe essere un sacrificio di bandiera dunque, ma anche lautamente ripagato se su quel tavolo si ci arriva con le idee chiare per sé e per il territorio che governa.
Influente com’è nel consiglio comunale, potrebbe ottenere il sostegno di tutti i consiglieri montaltesi ad eccezione di uno. In tal caso, lui che ha dimostrato nelle occasioni elettorali quanto ama imporsi su tutto e tutti indistintamente, non ci metterebbe molto a convincere i consiglieri di minoranza di centrodestra come lui, su questa opportunità per il territorio.
In tal caso, se 14 consiglieri montaltesi voterebbero per lui, Faragalli potrebbe mettere sul tavolo dei “decisori” la richiesta di lavorare per almeno una candidatura al consiglio provinciale, di derivazione montaltese.
In caso di vittoria, al momento davvero utopistico, oltre al presidente, Montalto Uffugo potrebbe contare su un consigliere.
In caso di sconfitta, perlomeno Faragalli avrebbe la soddisfazione di aver fatto eleggere un consigliere provinciale seppur in minoranza, utile riferimento in Provincia per le sfide che attendono Montalto nei prossimi anni.
I consiglieri di maggioranza e minoranza avrebbero le medesime chance, sono tutti collocati a destra tranne uno. Tuttavia con esperienza sovracomunale subito spendibile per il territorio come ama Faragalli, troviamo Mauro D’Acri, già consigliere regionale con delega all’Agricoltura e Pina Sturino, già consigliere provinciale con presidente Rosaria Succurro.
Un’altra citazione la merita Giovanni Cosentino che tentò di imbeccare la strada per Piazza XV Marzo, ma senza successo.
Questa ipotesi porterebbe a un compromesso storico fra consiglieri montaltesi, a prescindere della scelta del candidato.
Insomma, se come ama dire Faragalli da 18 mesi, bisogna pensare al bene del territorio mettendo da parte ogni astio politico, forse questo è il momento giusto per farlo, tutti insieme, cogliendo questa come una opportunità per Montalto Uffugo, costi quel che costi, perché ogni compromesso ha un costo da pagare, d’altronde è di qualche giorno la notizia di un centrosinistra unito a Montalto Uffugo.

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