Un retroscena legato al destino del Cosenza Calcio degli anni Duemila che col senno di poi rappresenterebbe una delle occasioni mancate più curiose nella storia del calcio cosentino
Pochi sanno che, all’inizio degli anni Duemila, il destino del calcio meridionale avrebbe potuto prendere una strada completamente diversa. Prima che la famiglia De Laurentiis legasse il proprio nome alla rinascita del Napoli, tra le società finite sotto osservazione vi sarebbe stato anche il Cosenza Calcio.
A raccontare questo episodio è Mimmo Bilotta, professionista cosentino che all’epoca fu coinvolto in una fase preliminare e riservata di una possibile operazione di acquisizione del club rossoblù.
Secondo la testimonianza di Bilotta, la famiglia De Laurentiis stava valutando diverse opportunità nel calcio professionistico italiano. Tra queste vi sarebbe stata anche quella relativa al Cosenza Calcio. L’incarico esplorativo era stato affidato al faccendiere cosentino Vincenzo Belmonte, il quale chiese a Bilotta di effettuare alcune verifiche sulla situazione economica e patrimoniale della società.
L’obiettivo era quello di esaminare la documentazione contabile e, in particolare, verificare l’ammontare dei debiti fiscali e previdenziali del club, elemento essenziale per qualsiasi potenziale acquisizione.
Per questo motivo fu organizzato un incontro presso lo studio del compianto avvocato Perna, alla presenza dell’allora presidente del Cosenza, Pagliuso. Quello che avrebbe dovuto rappresentare il primo passo verso un’analisi approfondita dei conti della società si trasformò però in un lungo confronto senza esiti concreti.
Bilotta ricorda che sia Perna sia Pagliuso si mostrarono particolarmente cauti. Prima di esibire documenti o fornire informazioni dettagliate, vollero conoscere l’identità del soggetto interessato all’operazione. Tuttavia, il mandato ricevuto imponeva la più assoluta riservatezza e non consentiva di rivelare il nome dei potenziali acquirenti.
Ne derivò una situazione di stallo. Per circa due ore Bilotta cercò di ottenere la documentazione necessaria per valutare la reale esposizione debitoria della società, ma senza riuscirci. Le carte rimasero sostanzialmente chiuse e l’incontro si concluse senza che fosse possibile procedere alle verifiche richieste.
La trattativa, almeno in quella fase, non ebbe seguito. Successivamente la famiglia De Laurentiis rivolse la propria attenzione a Napoli, dando vita a un progetto destinato a cambiare la storia del calcio italiano.
A distanza di anni, Bilotta conserva il ricordo di quella vicenda come una delle occasioni mancate più curiose nella storia del calcio cosentino. Una storia conosciuta soltanto da pochi protagonisti diretti: Vincenzo Belmonte, il presidente Pagliuso, il compianto avvocato Perna e lo stesso Mimmo Bilotta.
Resta l’interrogativo che accompagna ogni grande occasione sfumata: se quel giorno le carte fossero state aperte e le verifiche fossero andate avanti, il Cosenza avrebbe potuto diventare la squadra della famiglia De Laurentiis?

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