Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, ha giurato in Aula a Montecitorio.
“Il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni – ha esordito – hanno fatto la loro scelta E’ per me una nuova chiamata – inattesa – alla responsabilità. Alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi. Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel luogo più alto della rappresentanza democratica, dove la volontà popolare trova la sua massima espressione.

Vi ringrazio per la fiducia che mi avete manifestato chiamandomi per la seconda volta a rappresentare l’unità della Repubblica”.
Sono stati “momenti travagliati per tutti, anche per me”, ha detto.
Le attese degli italiani “sarebbero state fortemente compromesse dal prolungarsi di uno stato di profonda incertezza politica e di tensioni, le cui conseguenze avrebbero potuto mettere a rischio anche risorse decisive e le prospettive di rilancio del Paese impegnato a uscire da una condizione di grandi difficoltà. Questa stessa consapevolezza è la ragione del mio sì e sarà al centro del mio impegno”.
“Nel momento in cui i Presidenti di Camera e Senato mi hanno comunicato l’esito della votazione, ho parlato delle urgenze – sanitaria, economica e sociale – che ci interpellano. Non possiamo permetterci ritardi, né incertezze“, ha detto Mattarella sottolineando che la “lotta contro il virus non è conclusa, la campagna di vaccinazione ha molto ridotto i rischi ma non ci sono consentite disattenzioni. Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza. E’ ancora tempo di un impegno comune per rendere più forte l’Italia, ben oltre le difficoltà del momento. Un’Italia più giusta, più moderna, intensamente legata ai popoli amici che ci attorniano“.
“Viviamo in una fase straordinaria in cui l’agenda politica è in gran parte definita dalla strategia condivisa in sede europea. L’Italia è al centro dell’impegno di ripresa dell’Europa.

“Su tutti questi temi – all’interno e nella dimensione internazionale – è intensamente impegnato il Governo guidato dal Presidente Draghi. Nato, con ampio sostegno parlamentare, nel pieno dell’emergenza e ora proiettato a superarla, ponendo le basi di una nuova stagione di crescita sostenibile del Paese e dell’Europa. Al Governo esprimo un convinto ringraziamento e gli auguri di buon lavoro”.
Il capo dello Stato ha salutato anche il Pontefice. “A Papa Francesco, al cui magistero l’Italia guarda con grande rispetto, esprimo i sentimenti di riconoscenza del popolo italiano”.
Il discorso del Presidente della Repubblica ha toccato anche la questione giovani. “Sosteniamo una scuola che sappia accogliere e trasmettere preparazione e cultura – ha detto Mattarella – come complesso dei valori e dei principi che fondano le ragioni del nostro stare insieme; volta ad assicurare parità di condizioni e di opportunità. La dignità è azzerare le morti sul lavoro, che feriscono la società e la coscienza di ognuno di noi. Perché la sicurezza del lavoro, di ogni lavoratore, riguarda il valore che attribuiamo alla vita. Mai più tragedie come quella del giovane Lorenzo Parelli, entrato in fabbrica per un progetto scuola-lavoro. Dignità – ha detto ancora – è impedire la violenza sulle donne, profonda, inaccettabile piaga che deve essere contrastata con vigore e sanata con la forza della cultura, dell’educazione, dell’esempio”.

Il corteo di Mattarella verso l’Altare della Patria
Il Presidente Mattarella, poi, è stato scortato da un lungo corteo verso l’altare della Patria, per rendere omaggio al Milite Ignoto con la corona trasportata dai corazzieri. Mentre i trombettieri intonano il «Silenzio», sull’altare compaiono le Frecce Tricolori che durante il sorvolo lasciano l’immancabile coda verde, bianca e rossa.
Terminata la cerimonia all’Altare della Patria, Mattarella, adesso ufficialmente Presidente della Repubblica, accompagnato dal presidente del consiglio Mario Draghi, rientra al Quirinale a bordo della storica Flaminia scoperta e scortato dai corazzieri a cavallo.
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