Di Anna Maria Ventura
La sua penna attinge all’inchiostro della memoria, dove custodisce un tesoro che le deriva dai suoi studi letterari, da letture di libri che appartengono alla letteratura italiana e straniera di tutti i tempi, dall’osservazione di tutto ciò che succede intorno a lei e nel mondo, tradotta in una scrittura “intimista” e in una rappresentazione della realtà, che dai reconditi recessi della coscienza, si svela attraverso le parole. La scrittura l’ha accompagnata fin dall’adolescenza, per collocarsi in una prospettiva intimista e ricercata, nella quale il rapporto “privilegiato” con se stessi diventa punto di partenza e di approfondimento.

Per la scrittrice ricordare è tutto, l’etica fondamentale della vita. È con questa consapevolezza che l’esperimento di compilare taccuini diventa un’abitudine, un esercizio letterario e mnemonico, di cui non può fare a meno. Nelle pagine di quei taccuini si trova la sua vera voce. Quella riservata a se stessa, intima e diretta, che poi confida al lettore. La voce che rivela i suoi affetti più cari, le sorprese nella quotidianità e nella scrittura, gli autori piú amati, gli incontri culturali con scrittori ed intellettuali che hanno hanno lasciato in lei tracce indelebili. Tra le pieghe degli appunti spiccano poi le riflessioni politiche e quelle dolorose sugli avvenimenti tragici del nostro martoriato presente. Ma è sicuramente il tocco personale e profondo di Erminia ad illuminare e rendere preziosi i suoi taccuini.
L’ultimo è diventato libro col titolo “Taccuino dei giorni che passano”, edito da Edtoriale Progetto 2000,dicembre 2024. Comprende il periodo di tempo che va dal 25 febbraio 2022 al 6 Marzo 2024. Un tempo denso di eventi dolorosi: la guerra russo-ucraina e quella israelo-palestinese. Ma anche il tempo della gioia e della vita, che si realizza con la nascita della nipotina Viola, il 3 Febbraio del 2023. Dolore e gioia, morte e vita, eros e thanatos sono nel libro della Barca, come in una tragedia greca. Per fortuna la vita vince sulla morte e la piccola Viola con la sua bellezza e la sua forza vitale reca sollievo e gioia al cuore dell’autrice e di tutta la sua famiglia.
Il libro si compone di parti in prosa, analitiche, critiche e ricche di notizie che afferiscono alla politica, all’economia, alla storia, alla brama di potere e di sopraffazione del despota russo Putin. Sono pagine intrise di rabbia e dolore, di pietà e immedesimazione nella tragedia del popolo ucraino. Ma anche la distruzione di Gaza e l’eccidio del popolo palestinese trova spazio nel taccuino e le parole accorate di Erminia Barca vanno dritte al cuore dei lettori. E poi le poesie conferiscono lirismo all’opera, quelle che descrivono gli orrori della guerra e quelle che sono preghiere per la pace. La più bella è “Benvenuta Viola” , dedicata alla piccola nipote. Alla quale è dedicata anche la fiaba delicata, che conclude il libro.
“Alla ricerca della felicità”è il titolo. Protagonista una lumachina che si muove lentamente in un bosco incantato. Ci sono altri animaletti, dei fiori dai colori stupendi, una natura incontaminata. La lumachina incontra un ostacolo sul suo cammino, un’altura da scalare. Ha paura di non farcela. Gli altri animali la incoraggiano, ma poi si ferma e si nasconde nel suo guscio, nella sua casetta, quando sente dei colpi di fucile sordi e rabbiosi. Poi un flashback le illumina la mente. Ricorda il sole a primavera, che brilla di una luce speciale, quando il bosco si ricopre di verde e gli animali saltellano o volano felici. C’è sempre posto per la speranza.
Agli orrori della guerra rispondiamo con l’amore per la vita. E’ il messaggio del libro di Erminia Barca.
L’incubo che stiamo vivendo ogni giorno da quasi tre anni, infatti, ci mette davanti a storie e a volti segnati dal dolore e dalla sofferenza, immagini di due conflitti scoppiati uno nel cuore dell’Europa, l’altro in Medio Oriente.
Davanti a questo incubo condiviso, che ogni giorno ci riempie di preoccupazione e dolore, siamo chiamati ad unirci in quanto esseri umani e a rispondere, al di là delle teorie, all’orrore della guerra con la vita e l’amore per la vita, anche e soprattutto ora che la sentiamo minacciata. È proprio questa spinta alla vita ad unirci.
L’incertezza e l’insensatezza della guerra ci mettono davanti ad un’attesa insopportabile e alla speranza che arrivi un momento, un modo o qualcuno che possa mettere fine a questa tragedia. Ecco che allora noi come persone, siamo chiamati ad aprirci e a condividere i nostri sentimenti e la nostra voce per diventare più forti.
Con questo libro Erminia Barca ci dice che quando c’è un dramma o una paura dobbiamo fare entrare la vita.
Sono i legami emotivi a fondare la vera forza dell’umanità e a trionfare sulla violenza.
Noi siamo umani perché abbiamo la parola, abbiamo il diritto, abbiamo tutti gli strumenti per evitare la guerra, ma anche perché sappiamo che il cuore dell’uomo vuole i legami familiari, vuole la vita. E una creatura che nasce è la vita che vince su tutto.
La bellezza che salverà il mondo sarà proprio la bellezza dei legami. che sono più forti quando nascono nel dolore! È vero,a volte ci sentiamo fragili, ma la fragilità può e deve essere riscattata prendendoci cura gli uni degli altri. Anzi a volte bisogna dare agli altri la forza che neppure noi sentiamo. Per fortuna ci sono scrittori come Erminia Barca che con le loro opere e le loro parole ci esortano alla speranza.
La bellezza del lavoro di uno scrittore consiste nel dare agli altri qualcosa che loro stessi faticano a raggiungere: la forza dell’amore per la vita, anche e soprattutto in tempi di guerra., la forza di continuare a sognare e a credere che il domani sarà migliore dell’oggi in un mondo distopico, che non lascia spazio all’utopia.
Un libro, questo di Emilia Barca, immenso che, attraversando lo scorrere dei giorni ci racconta l’orrore della guerra e la forza sconfinata dell’amore.
La guerra crea devastazione e morte non solo fuori di noi ma anche nel nostro interno, una distruzione e una devastazione che rischia di invaderci. Abbiamo bisogno del pensiero che crea legami e avvia un processo di trasformazione dell’angoscia. Di essere disposti a lottare senza essere bellicosi e di essere dei guerrieri interessati all’arte della pace. Abbiamo bisogno non della guerra ma dell’alleanza tra i popoli. Abbiamo bisogno del “lavoro della pace” che, passa all’interno di tutti noi, attraverso l’assunzione del senso di responsabilità. Quando la comunità “tiene” e rafforza i legami ritroviamo in essa un potente antidoto alle spinte disgreganti e distruttive.
Il libro di Erminia Barca è percò di grande attualità per il coraggio e l’essenzialità della parola. Un messaggio luminoso e diretto a tutta l’umanità, senza distinzione di genere, età, religione; perché tutti abbiamo la facoltà di riconoscere la luce, la pace e l’amore e di sceglierla ogni giorno.
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