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Rende, a cena con i “Parchinsong” tra cori, canti e tanta voglia di vita

Sono arrivato con qualche minuto d’anticipo al Cubo Restaurant dell’Unical. E al secondo piano vedo subito questa scena che d’impatto colpisce tanto, ma nello stesso tempo riesce ad infondere una grande serenità e pace nel cuore. Ed eccolo il coro dei “Parkinsong” che prova le ultime canzoni prima di iniziare l’evento in occasione della Giornata Nazionale della Malattia del Parkinson. Un evento anticipato a ieri sera (in realtà la giornata nazionale si celebra il 30 novembre) per impegni presi dal maestro di canto Giuseppe Morrone.

Assunta Mollo e Manuela Credidio

Ed è lo stesso Morrone a guidare il coro che ,con molta disciplina e gran voglia di cantare, esegue alla perfezione tutti i brani: “bravi, ci siamo, è tutto pronto…”. Un coro che è la chicca dell’ Associazione Italiana Parkinson Cosenza, che in questi anni ,grazie al lavoro del presidente Assunta Mollo, ha fatto tanto. Sono belli, uniti, condividono insieme un percorso difficile, ma sono consapevoli di non essere mai soli. Nemmeno la pandemia è riuscita a dividerli. Con pazienza e con l’aiuto dei nipoti, infatti, si collegavano tra di loro con i pc e i telefonini per videochiamate e attività comuni. La serata è importante perché c’è un passaggio di consegna ufficiale da un presidente all’altro presidente.

Assunta Mollo è stanca, non riesce più direttamente a seguire tutto e cede la presidenza a Manuela Credidio. Giovane e brillante professionista cosentina che ha accettato questo incarico “consapevole di ricevere una eredità importante”. La madre di Manuela fa parte del coro dei “Parkinsong” e senza giri di parola legge una lettera commovente di un socio, Carmelo Perri che scrive “da bambino immaginavo un cielo blu. Pensavo che la terra fosse fatta solo di pianure e di colline e che tutto fosse verde.

Mano a mano che si cresce, si inizia a comprendere quale sia veramente la realtà e trovi sulla tua strada montagne insormontabili e non sempre riesci a capire i problemi e le difficoltà che le malattie procurano all’umanità. Io pensavo che le persone ammalate fossero degli attori che recitavano una parte. Negli anni, i sogni e le speranze che avevo da bambino sono spariti e purtroppo anch’io sono diventato il protagonista, l’attore principale sulla scena della vita. In un primo momento non ti accorgi di quanto sta accadendo, tutto ti sembra banale. Poi la strada è sempre più in salita, sempre più ripida e le forze cominciano ad abbandonarti.

Allora pensi e ripensi a come era un tempo la tua vita, agli amici che non hai più, alle cose che non puoi fare e hai difficoltà a comprendere il perché e ti domandi se tutto ciò sia solo un sogno, ti guardi intorno e ti accorgi che il verde che vedevi prima non c’è più. In quei momenti ti sembra di essere sprofondato in un baratro senza via d’uscita e ti disperi, poi ti dai forza e piano piano cerchi di arrampicarti, seguendo quella poca luce che filtra lassù in alto. E cosi rinasci nuovamente.

Poi la svolta…io sono rinato incontrando nuovi amici, anche loro come me attori impegnati in questa difficile scalata. Tutto ciò ti dà conforto e ti dà coraggio per andare avanti e speri che i sogni e i colori che amavi da bambino non svaniranno mai più. Un giorno verremo premiati per avere interpretato una parte cosi difficile, seguendo il copione che ci è stato affidato e per aver portato a termine la nostra recita.

Infatti, riprenderemo a fare quello che facevamo prima, a ridipingere le nostre giornate di verde e il cielo di blu e rivivere tutte le cose belle che possiamo permetterci, a continuare a sognare. Anche se facciamo fatica a camminare, se siamo lenti nei movimenti, non dobbiamo arrenderci, perché la vita va vissuta fino alla fine”. Manuela finisce di leggere questa lettera bellissima e sottolinea il perché ha accettato ,di buon grado, l’incarico a presidente: “proprio perché voglio essere le loro gambe e la loro forza per poter far si che ritrovino i colori e il conforto di tutti quanti noi”. E sono applausi per il nuovo presidente e applausi per il primario di Neurologia dell’Ospedale Civile di Cosenza Alfredo Petrone.

Il suo intervento è tecnico, ma nello stesso tempo umano. Un primario che è stato vicino all’associazione fin dalla sua fondazione. Stop ai discorsi, si canta. Perché la vita è adesso.

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