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Marco Ghionna

Rende, Ghionna sui 5 milioni dal Viminale: «Bene le risorse, ma diciamo il perché del finanziamento»

Polemica sui 5 milioni per il dissesto idrogeologico. La critica: «Premiati i Comuni con difficoltà finanziarie, il Sindaco faccia meno propaganda e più trasparenza».

Arrivano 5 milioni di euro per strade, ponti e dissesto idrogeologico e naturalmente la notizia è positiva per tutta la città. Meno convincente, invece, è la solita all’autocelebrazione dell’amministratore politica delle ultime ore.

Perché predisporre gli atti e partecipare al bando non rappresenta un’impresa straordinaria, ma il minimo sindacale che qualsiasi amministrazione comunale è tenuta a fare. Ci mancherebbe altro che il Comune non avesse partecipato ad un finanziamento così importante.

La verità che nei comunicati trionfalistici si dimentica di raccontare è un’altra: il Ministero ha assegnato queste risorse premiando soprattutto i Comuni caratterizzati da maggiori fragilità economico-finanziarie, sulla base dei dati emersi dal rendiconto 2024 e del rapporto tra risultato di amministrazione ed entrate dell’ente.

Tradotto in parole semplici: il Governo nazionale ha scelto di sostenere prioritariamente i Comuni con maggiori difficoltà economico-finanziarie.

E Rende è risultata beneficiaria soprattutto in funzione dei dati emersi dal rendiconto 2024, che hanno collocato il Comune tra gli enti caratterizzati da maggiori fragilità finanziarie. Una condizione certamente non positiva per la città, ma che ha consentito di accedere a risorse importanti per sicurezza urbana e dissesto idrogeologico.

Forse il Sindaco dovrebbe leggere meglio il bando.
Perché presentare un progetto non significava ottenere automaticamente il finanziamento e può farselo spiegare anche dal suo collega socialista di Cetraro, il cui Comune – pur con progetto esecutivo ammesso – non è stato finanziato. (Allego reel del Sindaco Giuseppe Aieta che spiega bene come il tutto a funzionato, anche se da altra prospettiva)

Segno evidente che i criteri premiavano soprattutto i Comuni con maggiori fragilità economico-finanziarie risultanti dal rendiconto 2024.

Ed allora forse servirebbe un po’ più di trasparenza culturale e meno propaganda. Perché “aver fatto la domanda” non è un atto eroico, ma semplice diligenza amministrativa.

E soprattutto bisognerebbe avere anche l’educazione istituzionale di dare atto a chi ha avuto questa sensibilità, cioè il Governo nazionale, che ha deciso di sostenere economicamente i territori più fragili. Sarebbe semplicemente una forma di ordinaria correttezza e garbo istituzionale.

Spero questa precisazione spieghi come non è l’opposizione che vuole mettere un cappello, come dice Principe, è proprio l’esatto contrario.

Ma adesso avanti, con attenzione massima sugli affidamenti e sulla correttezza delle procedure.
Perché il vero banco di prova dell’Amministrazione non sarà l’annuncio del finanziamento, ma la trasparenza, la regolarità e la qualità con cui queste risorse verranno gestite

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