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Marco Ghionna

Rende, Ghionna sul piano sicurezza annunciato da Iantorno: «Solo manutenzione ordinaria»

Il dirigente critica l’Assessore Iantorno sulla gestione degli edifici pubblici. «150 mila euro per 5 immobili? Sono briciole. Basta trasformare i lavori dovuti in propaganda».

Dalle dichiarazioni dell’assessore Iantorno mancava soltanto la fanfara istituzionale e poi sembrava davvero di assistere all’avvio del più grande piano di messa in sicurezza della storia recente della città.

Poi però arriva il dettaglio economico, che lo stesso esprime, e l’epopea amministrativa si ridimensiona rapidamente: circa 150 mila euro complessivi distribuiti tra cinque immobili pubblici, tre scuole, una biblioteca e il municipio. In pratica poco più di 30 mila euro a struttura in media.

Ora, senza voler disturbare inutilmente ingegneri, tecnici e uffici comunali — che infatti su queste cose lavorano seriamente — chiunque abbia minima esperienza amministrativa sa bene che con queste cifre non si fanno messe in sicurezza straordinarie o interventi risolutivi. Si fa manutenzione ordinaria e a volte neppure sufficiente. Nel caso di specie dovuta e obbligatoriamente necessaria.

Ma evidentemente a Rende siamo entrati in una nuova era amministrativa: quella in cui una manutenzione ordinaria viene raccontata come se fosse la ricostruzione del ponte di Genova.

E così interventi assolutamente normali e dovuti diventano improvvisamente “storici”, “attesi da anni”, “clamorosi”, quasi eroici. A questo punto attendiamo con emozione il prossimo comunicato per la sostituzione di una lampadina o la riparazione di una serranda comunale, magari accompagnato dal racconto del “silenzioso lavoro” svolto lontano dai riflettori.

Ed è proprio questa la parte più curiosa: la continua autocelebrazione della propria umiltà. Una narrazione quasi commovente del sacrificio amministrativo quotidiano, raccontata però attraverso comunicati stampa, interviste, fotografie e toni da impresa epocale. Nella realtà abbiamo assistito ad un triste sbracciarsi dell’amministratore in questione per dire “ehi ci sono anche io”.

Noi, sinceramente, la presenza concreta dell’assessore l’abbiamo percepita soprattutto con lo spartitraffico di Roges: intervento che resterà probabilmente la sintesi urbanistica più autentica della sua visione della città e della sua capacità di incidere. 

Per il resto, la sensazione è che questa amministrazione viva soprattutto di comunicazione costruita attorno a fondi regionali e nazionali, mentre sul piano della programmazione comunale, della visione urbana e degli investimenti strategici continuiamo a vedere un deserto politico-amministrativo piuttosto evidente.

Perché una città non cambia trasformando ogni manutenzione in propaganda. E forse il tanto evocato “silenzio operoso”, davanti a lavori tanto ordinari quanto dovuti, sarebbe stato davvero la scelta più elegante.

Marco Ghionna
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