Giovanni Bilotti e Adriana Calvelli del gruppo GenerAzione denunciano quella che definiscono una “coerenza a giorni alterni” da parte del Sindaco di Rende.
«C’è un filo rosso che lega le ultime scelte politiche del Sindaco Principe: l’incoerenza. E, quel che è peggio, la sensazione crescente che i cittadini vengano trattati come spettatori distratti, a cui si può raccontare una cosa oggi e farne un’altra domani», dichiarano Giovanni Bilotti e Adriana Calvelli.
“Il tema non è l’Unione dei Comuni in sé, né le elezioni provinciali prese singolarmente. Il tema è la coerenza politica. È il rispetto per la memoria dei cittadini. È la distanza tra ciò che si dice e ciò che si fa. Sul primo punto, il Sindaco Principe rivendica oggi l’Unione come scelta strategica e annuncia uno Statuto “pronto”, con Rende capofila e una governance già disegnata», prosegue Bilotti, richiamando le notizie emerse nelle ultime settimane.»
«Il nodo vero, però, non è l’idea in sé», aggiunge Adriana Calvelli. «Il nodo è il metodo. Perché durante la campagna sulla Città Unica, Principe ha impostato la sua critica su un punto chiarissimo: non una contrarietà “pregiudiziale”, ma la denuncia di un percorso senza studi, senza sperimentazione e con una lesione dei principi democratici». «Oggi, però, vediamo riproporsi la stessa dinamica: un processo che nasce dall’alto, annunciato in conferenza stampa, definito nei suoi assetti, ma senza un coinvolgimento strutturato della comunità locale: privato sociale, associazionismo di categoria, comitati, operatori economici, cittadini direttamente impattati. Se l’asticella era “democrazia e sperimentazione”, allora va applicata sempre, non a giorni alterni.»
«Ed è qui che scatta la domanda politica: forse il problema non era “cosa” si facesse, ma chi lo faceva», incalza Bilotti. «Perché l’Unione dei Comuni può essere una opportunità solo se nasce con un’impostazione trasparente, partecipata, verificabile. Altrimenti rischia di diventare l’ennesima architettura istituzionale costruita per essere raccontata, più che governata.»
Sul secondo fronte, quello delle elezioni provinciali, Calvelli entra nel merito: «La vicenda delle candidature restituisce un’immagine plastica della “grande ammucchiata”. Da un lato, nella lista di area centrodestra “Ad Maiora” compare Federico Belvedere, consigliere comunale di Rende. Dall’altro, nella lista “Provincia democratica” a sostegno di Franz Caruso figura Francesco Beltrano, anche lui consigliere comunale di Rende». «È legittimo, per carità. Ma politicamente è inevitabile chiedersi: qual è la coerenza interna della maggioranza che regge Rende? Chi “tiene” davvero l’asse politico-amministrativo della città?»
«Noi non facciamo processi alle persone», conclude Bilotti. «Ma davanti a questo quadro è doveroso porre una domanda semplice: Rende è governata da una visione o da un equilibrio di potere? Perché ai cittadini interessa la sostanza: coerenza, trasparenza, capacità di scelta. Se l’orizzonte diventa solo la gestione degli assetti — un giorno con uno, un giorno con l’altro — allora la città non ha una direzione: ha solo una sopravvivenza politica.»
«GenerAzione continuerà a incalzare l’Amministrazione su un punto non negoziabile», chiude Calvelli: «partecipazione vera, non evocata. Coerenza amministrativa, non comunicazione. Perché quando si parla di area urbana e di livelli istituzionali superiori, ciò che manca non è la retorica: è il rispetto della comunità che quelle scelte le subisce o le vive ogni giorno.»

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