L’ex sindaco ed ex presidente ANCI Calabria interviene in conferenza stampa a Piazza Borromeo dopo la fine del processo Reset. Denuncia la fine forzata dell’esperienza civica: «Si è voluto interrompere un percorso virtuoso. Il Laboratorio Civico tornerà protagonista».
Dove è il presidente della Regione che si complimentò con il procuratore della Repubblica all’indomani del commissariamento? Dove sono i garantisti che sfilavano, con l’aiutino della magistratura, sotto il municipio in nome della legalità? Dove è il sindaco di Cosenza che si riuniva con il prefetto? Perché non si è sentita l’esigenza di convocare un consiglio comunale per chiedere come mai si arrivò allo scioglimento?
Marcello Manna, da poco assolto definitivamente anche dalle accuse emerse dall’inchiesta Reset, non le manda di certo a dire durante la conferenza stampa indetta stamane a Rende, in un bar con vista su piazza Borromeo.
Una serie di domande retoriche che sottolineano ancor di più quanto: “questo silenzio renda ancora più lampante che la Calabria ha bisogno di una nuova classe dirigente. Noi non vogliamo essere complici di questa omertà che in questa terra aleggia su ogni situazione di criticità. Se al governo regionale ci fosse stata Iole Santelli di certo tutto questo non sarebbe accaduto”.
L’ex sindaco di Rende ha poi affermato che: “la nostra città vuole sapere il perché di questo commissariamento. Non sono bastate due inchieste per spiegarlo. Ancora ne ignoriamo le motivazioni. Di sicuro è lampante che si è di fatto voluto interrompere un percorso politico che ha reso Rende una città capace di crescere sino ad essere tra le più produttive e fiorenti d’Italia. Siamo riusciti ad uscire dal predissesto, avevamo approvato un piano regolatore che, tra l’altro, avevamo già trovato e forse anche per questo siamo stati cacciati. Ricordo che la regione ci diede un ultimatum per approvare il PSC: che fine ha fatto quella urgenza? Come mai non se ne parla più adesso?”.
L’ex presidente Anci Calabria dopo aver ricordato con commozione l’operato della compianta Marta Petrusewicz, ha voluto infine concludere con l’auspicio che: “si deve continuare a resistere, formare una classe politica capace, non bisogna fermarsi alla narrazione distorta di una “Calabria straordinaria” che, al momento, versa in una crisi profonda. Il Laboratorio Civico continuerà con il suo apporto e, di sicuro, saprà ancora essere protagonista delle nuove sfide elettorali”.

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