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Riapertura delle scuole, l’allarme di UST CISL e CISL Scuola: “Cosenza riparte con i vecchi problemi”

Michele Sapia ed Enzo Groccia denunciano le carenze strutturali del sistema formativo locale: precarietà, trasporti inefficienti e la necessità di tutelare le aule dal caldo anomalo.

Con la prima campanella riparte la scuola, ma tornano anche problemi ormai strutturali: precarietà, carenza di organici, edilizia scolastica, servizi insufficienti, difficoltà infrastrutturali e problemi di viabilità, soprattutto nelle aree interne.

A evidenziarlo, in occasione dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, sono Michele Sapia, segretario generale UST CISL Cosenza, ed Enzo Groccia, segretario generale CISL Scuola Cosenza, che chiedono alle istituzioni maggiore attenzione e una programmazione di lungo periodo.

“Agli studenti, alle famiglie e a tutto il personale rivolgiamo un sincero augurio di buon anno scolastico – dichiarano –. Ma una scuola di qualità ha bisogno di personale adeguato, stabilità, strutture sicure, servizi efficienti e programmazione”.

Tra le priorità indicate dalla CISL c’è la stabilizzazione del personale e il superamento della precarietà, per garantire continuità didattica e organici adeguati. Centrale anche il tema dell’edilizia scolastica, con la richiesta di interventi programmati e di un monitoraggio costante sulla sicurezza degli edifici.

Un’attenzione particolare viene riservata alle alte temperature previste nei prossimi giorni. I cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più frequenti e prolungati i periodi di caldo intenso e anche gli edifici scolastici devono essere adeguati a questa nuova realtà. La climatizzazione e il miglioramento delle condizioni microclimatiche delle aule non possono più essere considerati un tema secondario, ma devono entrare a pieno titolo nella programmazione dell’edilizia scolastica, a tutela della salute, del benessere e della capacità di apprendimento di studenti e personale.

Nel rispetto dell’autonomia scolastica, il sindacato chiede quindi che gli istituti possano adottare le soluzioni più adeguate alle condizioni climatiche, con indicazioni chiare e un coordinamento istituzionale. Non si tratta soltanto di affrontare le emergenze legate alle giornate più calde, ma di programmare interventi strutturali che rendano le scuole più sicure, efficienti e resilienti rispetto agli effetti del cambiamento climatico.

Per la CISL, nella provincia di Cosenza la scuola rappresenta anche un presidio fondamentale nelle aree interne, dove spopolamento, trasporti, viabilità e carenze infrastrutturali rendono ancora più complessa la vita di studenti, famiglie e lavoratori pendolari. “Le scelte sul dimensionamento – sottolineano Sapia e Groccia – non possono basarsi soltanto sui numeri, ma devono tenere conto delle caratteristiche dei territori, dei collegamenti e delle difficoltà di chi ogni giorno deve raggiungere la scuola”.

Infine, il sindacato richiama il rapporto tra scuola, formazione e lavoro, chiedendo più orientamento, collegamenti con le università e le imprese e percorsi capaci di preparare alle nuove professionalità.

“La scuola non può essere considerata soltanto una voce di spesa – concludono Sapia e Groccia – ma un investimento sul futuro, sull’inclusione e sulla lotta allo spopolamento. Servono una strategia per la scuola cosentina, risorse e tempi certi”.

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