Il portavoce dell’associazione culturale saluta con entusiasmo l’apertura del maxicantiere nel cuore della città delle terme: un investimento da 5,5 milioni di euro.
“Abito a pochi metri da Palazzo Nola. Lo vedo tutti i giorni. Per anni è stato un dolore. Vedere quelle coperture marce, quei solai crollati, quell’abbandono nel cuore di Cassano. Un bene culturale, dal 1986 lasciato morire. Oggi finalmente vediamo la rinascita. Un progetto da 5,5 milioni di euro che non è solo un cantiere, ma un progetto di anima”. È quanto afferma Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi Giorgio La Pira, della città delle terme.
“Quando ho saputo che nascerà l’Archivio diocesano con ludoteca e caffè letterario, il museo degli arredi sacri, la Biblioteca e la sala conferenze, ho capito che non si recuperano solo pietre. Si recupera la nostra identità. Voglio dire un grazie di cuore – ha sottolineato -, da vicino di casa e da cassanese, a Mons. Francesco Savino.
Senza la sua visione pastorale, senza la sua ostinazione nel credere che la bellezza salvi, che la cultura sia
evangelizzazione, oggi saremmo ancora qui a guardare un rudere. Grazie al nostro Vescovo – ha proseguito -, che ha voluto fortemente che Palazzo Nola, oggi di proprietà della diocesi, diventasse un “attrattore religioso”, non solo un museo. Grazie alla Diocesi di Cassano all’Jonio, all’architetto Nicola Bruno che è RUP di questo intervento. Per chi come me ci abita accanto, questo è molto più di un restauro conservativo.
È la certezza – ha concluso -, che la nostra strada tornerà a vivere, i nostri ragazzi avranno un luogo dove studiare, dove incontrare la storia di fede della nostra comunità, dove sentirsi a casa. Da domani, quando aprirò la finestra, non vedrò più un palazzo che muore. Vedrò un cantiere di speranza che guarda al 2029″.

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