Durante la seduta del Consiglio Comunale del 30 Luglio, la consigliera del Movimento 5 Stelle, Rossella Gallo, ha presentato un ordine del giorno dal titolo: “Riconoscimento dello Stato di Palestina e condanna delle stragi di innocenti e della crisi umanitaria in atto a Gaza”. L’intervento, accompagnato da una mise simbolica con kefiah e sostenitori in aula muniti di bandiere palestinesi, ha assunto i toni di una vera e propria messa in scena politica. In linea con i comportamenti folkloristici del movimento delle ragazze di Conte.
Più che contribuire con equilibrio e competenza a un tema così drammatico e complesso, la consigliera ha scelto la strada della visibilità personale, riducendo il dibattito a uno slogan ideologico e travalicando i confini istituzionali che regolano il ruolo dei consigli comunali.

Si ricorda, infatti, che la politica estera è competenza esclusiva del governo nazionale e non può essere oggetto di atti deliberativi da parte di un ente locale.
Con grande senso delle istituzioni, il Sindaco ha ridimensionato l’iniziativa, trasformandola in una semplice sollecitazione alla Presidenza del Consiglio e al Ministero degli Esteri, ristabilendo un quadro coerente con il ruolo del Comune e il rispetto delle prerogative costituzionali.
Nel merito, la proposta della consigliera ha ignorato volutamente le cause all’origine dell’attuale conflitto, omettendo ogni riferimento agli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas e al dramma degli ostaggi ancora detenuti. Una visione parziale e strumentale che rischia di banalizzare una tragedia umanitaria complessa e dolorosa.
Il gruppo di centrodestra in consiglio comunale, proprio per rispetto della delicatezza del tema, ha scelto di lasciare a ogni consigliere libertà di esprimersi secondo la propria sensibilità personale. Su temi così profondi e divisivi, nessuno può arrogarsi il diritto di detenere in via esclusiva la “proprietà culturale” della pace: essa appartiene all’umanità intera e richiede studio, consapevolezza storica e misura.
La giornata del 30 giugno ha evidenziato, purtroppo, un tentativo maldestro di trasformare un consiglio comunale in un palco per la propaganda. A chi ha a cuore davvero la pace, si chiede qualcosa di diverso dalla retorica e dalla teatralità: si chiede responsabilità.
Glielo abbiamo fatto notare e la Consigliera si è sentita scoperta e quindi si è offesa. Ci dispiace ma speriamo che sobrietà e serietà la orientino per il futuro.
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